Caso sospetto di Ebola a Civitanova Marche. Si tratta di una donna nigeriana di circa 40 anni, che ora è in isolamento all'ospedale Torrette di Ancona. Si stanno "seguendo tutte le procedure del caso", riferisce l'assessore alla Salute della Regione Marche Almerino Mezzolani. "Saranno disponibili già domani i risultati dei test sulla donna nigeriana ricoverata agli ospedali Riuniti di Ancona per sospetto contagio da Ebola - ha poi sottolineato Mezzolani -. I campioni prelevati al Centro malattie infettive dell'ospedale, centro di riferimento regionale, sono stati inviati allo Spallanzani di Roma". "La segnalazione del caso sospetto - ricorda l'assessore - è stata possibile grazie alla scrupolosa attivazione del protocollo ministeriale". La donna, una nigeriana che vive da oltre dieci anni nella regione, "ed è praticamente marchigiana, era tornata da pochi giorni da una visita nel suo Paese natale. Al pronto soccorso aveva manifestato sintomi compatibili con una febbre emorragica e quindi, come prevede il protocollo per le persone che hanno visitato aree a rischio, il caso è stato prontamente segnalato. E ora attendiamo i risultati delle analisi", ha concluso. IL PROTOCOLLO PER PREVENIRE L'EPIDEMIA "E' altamente improbabile, ma non impossibile", che persone infettate da virus Ebola in Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone possano arrivare in Italia e quindi sviluppare sintomi dopo il loro arrivo. Si apre così la circolare del ministero della Salute che lo scorso agosto ha stabilito il protocollo per affrontare il rischio Ebola nel nostro Paese. "Anche se la probabilità di casi importati nel nostro Paese è molto bassa - si legge nel documento - la capacità di risposta del sistema sanitario nazionale, nell'ipotesi del verificarsi di casi di Ebola sul nostro territorio, è adeguata ad individuarli e confermarli, e ad isolarli, per interrompere la possibile trasmissione anche di questo agente patogeno altamente infettivo. Di conseguenza, è importante richiamare gli operatori sanitari ad essere vigili nei confronti di coloro che hanno visitato le zone colpite dalla febbre emorragica virale e sviluppano una malattia non altrimenti spiegabile". I pazienti devono ricevere rapidamente cure mediche e devono essere indagati i potenziali fattori di rischio di infezione e le modalità di un loro recente viaggio, considerando se: - hanno recentemente visitato una delle aree affette e - manifestano i seguenti sintomi, soprattutto ad insorgenza improvvisa, entro 21 giorni dalla visita nelle zone colpite: febbre, mal di testa, mal di gola, diarrea profusa e vomito (una caratteristica rilevante dell'attuale focolaio), malessere generale. Febbre emorragica virale deve essere sospettata in soggetti con febbre (>38°C) o storia di febbre nelle ultime 24 ore: - che hanno visitato una zona affetta da Ebola entro 21 giorni o - che hanno curato o sono entrati in contatto con i fluidi corporei o campioni clinici di un soggetto (o di un animale), vivo o morto, malato o fortemente sospettato di avere la febbre emorragica virale. In caso si sospetti febbre emorragica virale, non devono essere trascurate diagnosi alternative (come la malaria). Azioni nell'eventualità di un possibile caso Ai "soggetti residenti in/viaggiatori di ritorno da" aree affette, all'arrivo nel nostro Paese, sarà consegnato un foglio informativo nel quale sono invitati a rivolgersi al medico di fiducia o ai servizi sanitari, in caso manifestino determinati sintomi entro 21 giorni dal loro arrivo. Se il medico consultato valuterà un paziente come sospetto caso di Ebola, in base ai criteri clinici e ai criteri epidemiologici, si metterà in contatto con il reparto di malattie infettive di riferimento per la gestione del paziente. I medici del reparto di malattie infettive interessato faranno una prima valutazione per escludere o confermare il sospetto di Ebola. In questo secondo caso, contatteranno l'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive "Lazzaro Spallanzani", per confrontarsi sulla diagnosi e per l'eventuale gestione del paziente e per il prelievo e l'invio di campioni biologici al laboratorio a più elevato livello di biosicurezza (BSL4), sempre presso l'INMI "L.Spallanzani".
Ebola, un caso sospetto nelle Marche
Si tratta di una 42enne nigeriana residente a Civitanova (Macerata), rientrata da sei giorni dal suo Paese di origine. La diagnosi non è stata ancora confermata, domani i risultati
