Mi chiamo Mariapia Mannina, sono la mamma di un ragazzo romano morto in Francia a soli 32 anni, in un incidente sul lavoro, ma mai mi sentirei di accusare i francesi, chiamandoli «animali» come invece ha fatto la madre dell’ucraina decapitata all’Eur da un malato di mente. A questa donna che il giorno del funerale, invece di piangere sulla bara della figlia, si è scagliata contro un intero popolo insultandoci: «italiani come animali» e minacciandoci: «vi cito per danni» vorrrei dire due parole. Premetto che capisco il momento terribile che sta attraversando come madre, perché nel dicembre 2010 a Nizza ho perso mio figlio Tiziano mentre lavorava. Era colto, bello e bravo ed è stato trattato peggio dei morti di Lampedusa, cioè non è stato prorio trattato. Da quattro anni non ho ricevuto nulla, è come se non fosse neanche esistito. Dopo 2 viaggi a Niazza per dna e ceneri, la spesa di 40mila euro ancora aspettiamo ma il consolato italiano mi ha fatto sapere che ci sono oltre un milione di euro di danni, perché l’autostrada A8 (della morte) è stata chiusa per oltre 5 ore. Eppure nonostante questo non ho detto «francesi animali». Mi ha meravigliato anche la frase in cui questa signora ucraina ci cita per danni, invece di piangere e basta al funerale, come feci io. Vorrei invece dire a questa signora quanti danni noi italiani dobbiamo chiedere a tutti i governi stranieri che ci hano scaricato sulle spalle tutti i loro delinquenti, prostitute, poveracci, disadattati, spacciatori e nullafacenti che sono sul suolo italiano come residenti.
Ho perso un figlio ma io non dico «francesi animali»
Mi chiamo Mariapia Mannina, sono la mamma di un ragazzo romano morto in Francia a soli 32 anni, in un incidente sul lavoro, ma mai mi sentirei di accusare i francesi, chiamandoli «animali» come...