Poco più di 1,2 milioni di euro in più sulla manutenzione del verde rispetto al 2013, ma comunque quasi 3 milioni in meno rispetto alla media degli anni passati. Nonostante gli ettari di verde pubblico dal 2001 ad oggi siano cresciuti di oltre il 20%. Ammonta a 12,7 milioni di euro la dotazione del Comune di Roma per la manutenzione di tutte le aree verdi della Capitale, dunque anche la cura dei parchi pubblici, lo sfalcio dell’erba e, naturalmente, la cura e il censimento degli alberi. «Ma gli arbusti vengono rimossi quando rappresentano un pericolo, o per iniziativa diretta del servizio giardini o per segnalazione», spiegano dall’assessorato capitolino all’Ambiente. Questo vuol dire che in realtà non esiste un piano di rinnovamento delle alberate, come avviene nel resto delle capitali europee, ma si lavora sull’emergenza. Una situazione derivante dalla scarsità di economie, confrontata al costo di sostituzione delle piante (circa 700 euro ad albero, secondo i dati della Sia, Società Italiana Arboricoltura), ma anche dalla diminuzione radicale degli addetti al Servizio Giardini, appena 346 contro i 1200 del 1995 ed i 695 del 2001. «E’ in fase di elaborazione - affermano ancora dall’assessorato condotto da Estella Marino - un bando per una gara d’appalto che ci consentirà non solo di effettuare un nuovo censimento degli alberi, ma anche di monitorarli e capire quali di questi sono a fine vita». E poi? «Poi dipenderà dalle economie in campo». Una mano potrebbe arrivare da un’iniziativa parallela: si chiama "Adotta un albero" e con un contributo di 250 euro si potrà piantarlo al posto di uno che sta morendo. Ma è evidente si tratti di un palliativo. Ognuno dei 330mila alberi presenti sul territorio capitolino (150mila su strada e 180mila nei parchi) ha una sua scheda: numero di codice, età, malattie. C’è però da capire, tuttavia, anche come questi alberi vengano curati o addirittura piantati. Su questo punto, è piuttosto inquietante la denuncia di Antimo Palumbo, presidente di Adea Amici degli Alberi, associazione molto diffusa sul territorio cittadino. «Le piantumazioni - spiega - vengono assegnate a delle aziende vivaiste. Queste rilasciano al Comune una garanzia di 2 anni, durante i quali, nel caso questa secchi, hanno l’obbligo di piantare un altro albero gratuitamente. Ma cosa succede il giorno dopo la scadenza dei 24 mesi? Nessuno più si occupa della pianta: viene lasciato il fil di ferro e il legno di sostegno. Molto spesso accade che l’albero cresca deformato, o addirittura venga infettato dal sostegno marcio. Così anche un albero giovane può diventare un potenziale pericolo». Timori arrivano anche dalle specie di alberi presenti in città: «Ultimamente alberi come i ligustri e le magnolie stanno prendendo il posto di pioppi, platani e olmi, e questo è un bene. Certo, il massimo sarebbe mettere tigli e bagolari, che sono molto belli, sicuri ma anche molto costosi». In generale, però, «le ditte appaltatrici che si occupano delle potature sono formate da dilettanti - racconta - Anche per accontentare la cittadinanza, si effettuano tagli ai rami molto profondi, che spesso non sono necessari. Così però si indeboliscono le piante». Il presidente della Commissione capitolina Ambiente, Athos De Luca, è deciso ad andare in profondità. Per la prossima settimana ha convocato una riunione di Commissione, ed in particolare sulla situazione del Servizio Giardini. «Sono ormai solo 160, sui 346 rimasti (qualche anno fa erano 1200), i giardinieri specializzati che sanno qualcosa sugli alberi. Per tutti gli altri, il buio. Non vengono più fatti corsi per la "diagnosi visuale" che consiste nell'osservare l'albero, toccarlo e stabilire con il 70-80% di successo cosa deve essere fatto». Non solo. «Oggi non è possibile eseguire una perizia strumentale: si fa con un "resistografo" che aiuta a stabilire se il legno è sano o marcio e quanto: il comune aveva acquistato due di questi resistografi. Ma nessuno sa dove si trovano. E non sono mai stati usati». Ieri pomeriggio, «su richiesta dei vigili del fuoco», due squadre di emergenza del servizio giardini «hanno abbattuto un platano in via Satrico 11. L’intervento con una piattaforma elevatrice, camion e motoseghe dopo il maltempo di lunedì. Gli operatori, dopo la verifica, ne hanno predisposto l’abbattimento e la messa in sicurezza». Serviva l’intervento dei vigili del fuoco per accorgersi della pericolosità?
Li tagliano soltanto se cascano Pochi soldi e potature improvvisate
Poco più di 1,2 milioni di euro in più sulla manutenzione del verde rispetto al 2013, ma comunque quasi 3 milioni in meno rispetto alla media degli anni passati
