Attualità

«Fate come con Fini: indagateli e archiviate lo stesso giorno»

di Gianni Tonelli, segretario Sap

L’omicidio dell’Eur e l’iscrizione degli agenti coinvolti nel registro degli indagati, che considero scontata, anche in una situazione in cui è palese l’uso legittimo delle armi da parte dei poliziotti, rende più che mai necessaria una modifica del codice penale e della procedura penale nell’ottica delle cosiddette «garanzie funzionali». Mi spiego. L’obbligatorietà dell’azione penale comporta l’iscrizione automatica dell’operatore di polizia nel registro degli indagati, anche in un caso come quello che ha visto la morte della povera Oxana Martseniuk, dove non v’è dubbio alcuno che i miei colleghi abbiano agito per difendersi. Per questo, assieme a parlamentari di vari schieramenti politici, stiamo lavorando a un disegno di legge ad hoc. In particolare, chiediamo la previsione di un nuovo procedimento giurisdizionale per i fatti compiuti nell’adempimento del proprio dovere o relativi all’uso delle armi. Occorre una modifica al codice di procedura penale che attribuisca al Procuratore Generale della Repubblica, nel distretto di Corte d’Appello, la competenza a svolgere una previa valutazione (rapida e di garanzia) dei fatti aventi origine e causa nel servizio di Polizia, con l’introduzione di una particolare forma di archiviazione, richiesta con atto motivato, qualora le condotte degli operatori delle Forze dell’Ordine possano attagliarsi a una qualunque causa di giustificazione (artt.50 – 54 c.p. – legittima difesa, uso legittimo delle armi, adempimento di un dovere, etc.). Attualmente, anche nelle suddette ipotesi, per servizi di polizia svolti nell’interesse dello Stato, il procedimento prevede una verifica giurisdizionale ordinaria, con tutte le incombenze di natura materiale ed economica che ne conseguono per il poliziotto. Le cose non possono andare avanti in questo modo. Mi sia permesso di formulare un auspicio. Nel 2010 la Procura della Repubblica di Roma ha iscritto l’allora Presidente della Camera Gianfranco Fini nel registro degli indagati per la famigerata storia della casa di Montecarlo, chiedendo l’archiviazione dell’accusa nella stessa giornata. Siamo convinti che la magistratura requirente romana si comporterà allo stesso modo anche con i poliziotti che hanno fermato l’assassino con la mannaia.

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