Attualità

Il medico legale: «Il taglio della testa è stato un lavoro meticoloso»

Non un taglio netto all’altezza del collo ma un accanimento lungo, durato minuti, forse ore, probabilmente quando la vittima era già morta. Un’infinità di coltellate, «decine» stando a una prima, sommaria valutazione. C’è stata una colluttazione, lei ha cercato di lottare con ogni forza. Tutti elementi che, in attesa dell’autopsia prevista per questa mattina, fanno dire al dottor Giovanni Arcudi, direttore della medicina legale dell’Università di Tor Vergata, di «essere rimasto impressionato dallo strazio di quel corpo, nella mia carriera mi sono occupato di tanti casi efferati ma questo è atroce, è martoriata ovunque». Il corpo è quello di Oksana Martseniuk, la giovane colf ucraina vittima della furia di Federico Leonelli, decapitata domenica mattina al termine di una violenta aggressione durante la quale, sembrano dimostrare i segni e le ferite che riporta, ha cercato di difendersi in ogni modo. La donna, 38 anni due figli e un marito in Ucraina, lavorava per la famiglia Ciallella da circa sette mesi. A differenza del killer, ospite nella dependance al piano terra tra il vano caldaia e la lavanderia, Oksana abitava al primo piano di casa. Nessun rapporto con Federico, come ha confermato il proprietario della villetta che esclude un possibile movente passionale, i due si sarebbero incrociati sì e no un paio di volte, abbastanza comunque per suscitare sospetti nella donna, che la sera prima dell’omicidio, intorno alle 21.30, ha scritto via sms al suo datore di lavoro di avere «paura di Federico». «Forse l’avrà visto di sfuggita in mimetica e si è spaventata - ha commentato lui - non ha aggiunto nulla a quel messaggio, altri elementi o dettagli, quando l’ho visto la mattina dopo era troppo tardi». La mimetica, o i coltelli, in un caso o nell’altro Oksana aveva a ragione percepito il pericolo. Questa mattina, alle 9.30, comincerà l’esame autoptico sul corpo, in attesa delle risultanze ufficiali è il medico legale ad anticipare un quadro inquietante. Coltellate a non finire, «forse decine», volto, mani, braccia, polsi. Poi quel taglio al collo, frastagliato, l’assassino ha impiegato molto tempo, troppo, si pensa quando la donna era già morta: i lembi sono stati sezionati, come forse Leonelli avrebbe voluto fare con altre parti del corpo. Si appurerà,oggi nel corso dell’esame, se Oksana è stata anche vittima di violenza sessuale.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.