Sono 24 le persone uccise oggi dai raid israeliani su Gaza, tra le quali ci sono tre leader di Hamas e quattro bambini. I soccorritori inoltre hanno trovato il corpo di un bamibino sotto le macerie di un edificio distrutto dalle bombe. Il conteggio delle vittime è così salito a 2.075, mentre i feriti sono 10.310. Di queste, 58 sono state uccise dopo la rottura della tregua, avvenuta martedì. Dopo il fallimento della mediazione egiziana, sembra destinato ad aggravarsi e Israele ha annunciato il richiamo di 10 mila riservisti, mentre ad essere nel mirino degli attacchi dell’aviazione israeliana sono ora i capi stessi di Hamas. I razzi dalla Striscia hanno martellato il sud dello Stato ebraico (causando un ferito grave), e in risposta i raid incessanti dell’aviazione di Israele sull’enclave palestinese hanno fatto altre decine di morti (oltre 20). A cominciare appunto dai capi di Hamas, da alcuni giorni obiettivo militare dichiarato degli attacchi di Israele. Tre comandanti del braccio armato della fazione - Mohammad Abu Chamala, Raed al Atar e Mohammed Barhoum - sono stati infatti uccisi stamattina a Rafah, nel sud della Striscia. Ad annunciarlo sono state le Brigate Ezzedin al-Qassam e il fatto è stato confermato anche da fonte israeliana.
Esplosione a Gaza, 4 bambini tra i morti
Israele richiama 10mila riservisti. Dimezzato il braccio armato di Hamas
