«Frontex non ha i mezzi finanziari per farsi carico dell’operazione Mare Nostrum». Naufragano così anche le certezze del ministro dell’Interno Alfano che solo a Ferragosto aveva annunciato la fine del programma nazionale di soccorsi entro ottobre. «La nostra missione navale verrà sostituita dall’Ue» aveva detto. E invece ieri da Bruxelles è arrivata la doccia fredda per l’Italia. La portavoce dell’Agenzia Europea che coordina il pattugliamento delle frontiere esterne degli Stati membri, Ewa Moncure, lo ha detto senza mezzi termini rilasciando un’intervista al quotidiano tedesco Tagesspiegel: «Frontex è una piccola agenzia, senza soldi né navi né aerei». Tradotto: tocca a tutti i Paesi dell’Unione fare di più sull’emergenza sbarchi di decine di migliaia di profughi di guerre e carestie dalle zone più calde dell’Africa e del Medio Oriente. Dunque i timori che l’operazione della Marina Militare Italiana, quella che da ottobre 2013 salva ogni giorno migliaia di immigrati e che grava interamente sulle spalle degli italiani, non avrebbe ricevuto neanche un euro dall’Europa erano più che fondati. Finora il Ministero della Difesa per la missione navale ha sborsato 90 milioni. E adesso per Alfano lo scaricabarile europeo è inaccettabile: «La Commissione Ue su Frontex dice una cosa tanto nota quanto ovvia - replica il ministro - Non ci sono soldi e devono intervenire gli Stati membri. Il tema è: ma allora qual è il compito della Commissione? La Commissione deve chiedere con forza questo intervento, sennò giochiamo a un inaccettabile scaricabarile a danno dell’Italia». Si riaccende così il dibattito sull’annosa questione che i governi italiani sollevano da troppo tempo: la partecipazione dell’Unione al controllo ordinario di un’emergenza che non è affatto solo italiana ma che l'Italia continua ad affrontare praticamente da sola, rea della propria posizione geografica nel Mediterraneo. Nei primi quattro mesi del 2014, secondo i dati forniti proprio da Frontex, c’è stata un’impennata di arrivi sulle coste italiane dell’823%. In tutto il 2013 l’Italia ha accolto complessivamente 43mila immigrati, un numero che, secondo le previsioni, sarà superato di gran lunga quest’anno con oltre 60mila arrivi. «Se Frontex è piccola, occorre renderla più grande e anche al più presto - ribadisce Alfano - Gli Stati lo facciano perché il presidio di tutta la frontiera europea è compito strategico per il futuro dell’Unione. È chiaro che l’Italia non può aspettare all’infinito. Mare Nostrum è un’operazione a tempo, nata dopo la strage di Lampedusa, e che compirà un anno il 18 ottobre. Se Frontex non subentrerà perché non sarà adeguatamente finanziata e rafforzata - avverte il ministro - Mare Nostrum non potrà compiere il secondo compleanno. Il tema della frontiera è europeo e noi non possiamo farcene carico da soli anche perché l’Italia, per molti migranti, è solo un Paese di transito».
L’Unione Europea affonda Mare Nostrum
Bruxelles gela l’Italia su Frontex: «Non ha i mezzi per subentrare all’operazione navale»
