«Vieni subito, è successa una cosa grave». Gianluca Giustini, 34 anni, ferroviere, chiude il cellulare, esce in balcone e crolla a terra piangendo. Ha appena ucciso con un coltello da cucina la figlioletta di 18 mesi, Alessia. Sua moglie è al mare, a un chilometro di distanza, con l’altra figlia di 4 anni. Dice al padre che bisogna correre subito a casa da Gianluca, che l’ha chiamata disperato. Quando arrivano in via Patrizi 5, a Campomarino, quartiere alla periferia nord di Ancona, l’uomo sale per primo nell’appartamento del genero. Lo trova in stato confusionale. La piccola è ancora nella culla in un lago di sangue. Prende Alessia tra le braccia, chiama l’autoambulanza e corre in strada. Sono le 14 e 30. Alla scena assiste la mamma di Alessia, che tiene per mano l’altra bambina di 4 anni, i vicini di casa e i carabinieri di stanza nella locale caserma, che si trova nello stesso stabile. I militari sentono il nonno gridare «aiuto», corrono al piano di sopra, dove abitano i Giustini, prendono Gianluca e lo portano di sotto, dove verrà trattenuto in stato di fermo, per omicidio, in attesa del pubblico ministero. La piccola Alessia, colpita da almeno tre fendenti, muore tra le braccia del personale del 118 durante il trasporto in ospedale. Una coltellata le ha attraversato il cuore. Potrebbe essere stato un raptus a muovere la mano di Giustini, forse scatenato dal pianto irrefrenabile della bambina. In casa erano soli. Gli altri due figli, un maschio e una femmina, erano al mare con la moglie, Sara Bedini, e la suocera, sulla spiaggia di Palombina. Avrebbe dovuto raggiungerle dopo pranzo con la piccola, ma è andata diversamente. Gianluca, in serata, dopo essere stato interrogato dagli inquirenti, è stato fatto uscire dai garage dello stabile di via Patrizi e trasferito nel carcere di Montacuto, con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Il corpo della bambina è rimasto tutta la notte nell’obitorio del vicino ospedale di Torrette, dove sua madre Sara, 32 anni, lavora come infermiera. In casa Giustini, per i rilevi del caso, sono giunti gli uomini della Scientifica insieme al magistrato che conduce le indagini, Andrea Laurino. L’abitazione è stata sequestrata. Gianluca, macchinista di Trenitalia, è stato descritto dai vicini come «una persona normale, non collerica, molto legato alle figlie». La famiglia, secondo prime indiscrezioni, non avrebbe problemi economici. Il profilo Facebook di Gianluca Giustini, pieno di fotografie che lo ritraggono con insieme alle bambine, confermerebbe una vita apparentemente senza problemi. Secondo alcuni conoscenti, però, negli ultimi tempi Gianluca era sembrato piuttosto stressato e avrebbe avuto degli screzi con la moglie. Tra parenti, amici e curiosi che ieri pomeriggio si sono radunati sotto casa Giustini c’era anche la nonna, che alla notizia della tragedia ha accusato un malore. «Alessia no - gridava disperata sorretta da altri parenti - l’ho cresciuta io. Alessia no!». Oggi dovrebbe essere eseguita l’autopsia sul corpicino di Alessia. Per ora l’ipotesi più accreditata resta quella di un raptus.
Uccide la figlia di 18 mesi con tre coltellate al cuore
Il padre ha un raptus e la colpisce nella culla. La madre era al mare con gli altri due figli
