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Papa Francesco: «I cristiani non vengono per conquistare»

SEUL «I cristiani non vengono per conquistare, ma per essere parte di un dialogo e della società; la cosa importante è camminare insieme».È in questo messaggio rivolto ai vescovi di 35 Paesi...

SEUL «I cristiani non vengono per conquistare, ma per essere parte di un dialogo e della società; la cosa importante è camminare insieme». È in questo messaggio rivolto ai vescovi di 35 Paesi asiatici durante l’incontro nel santuario di Hemi, a poche decine di chilometri a sud di Seul, che si sintetizza la missione di Papa Francesco in Corea, terminata ieri. Le parole di Bergoglio, pronunciate a braccio, erano rivolte indirettamente alla Cina, che in occasione della visita del Papa ha dimostrato di tollerare poco la sua presenza ostacolando la partenza di molti giovani cinesi che volevano raggiungere la Corea del Sud, in alcuni casi arrestandoli. Ed è proprio ai ragazzi che si è rivolto Bergoglio: «Giovani dell’Asia, alzatevi!», ha detto loro, spiegando il ruolo della Chiesa in Asia: «Deve essere versatile e creativa nel testimoniare il Vangelo». «Quando guardiamo al grande Continente asiatico e alle sue antiche culture e tradizioni, siamo consapevoli che, nel piano di Dio, le vostre comunità cristiane sono davvero un piccolo gregge, al quale tuttavia è stata affidata la missione di portare la luce del Vangelo fino ai confini della terra». Per farlo, ha detto ancora il Pontefice, «non bisogna mai arroccarsi. Non può esserci dialogo autentico se non siamo capaci di aprire la mente e il cuore, con empatia e sincera accoglienza verso coloro ai quali parliamo». La fede - ha ricordato Bergoglio - per sua natura non è centrata su se stessa, «ma tende ad andare fuori. Cerca di farsi comprendere, fa nascere la testimonianza, genera la missione». Citando San Pietro, Papa Bergoglio ha inoltre sottolineato che i credenti devono «essere sempre pronti a rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi», perché la fede deve essere «feconda», portare cioè «frutti di giustizia e di pace». Ieri, a Hemi, c’erano (ufficialmente) anche 60 giovani cattolici cinesi. Ma i numeri sarebbero di gran lunga maggiori. Sarebbero più di un migliaio i ragazzi che si sono organizzati per partire "clandestinamente" pur di ascoltare le parole del Papa. Secondo fonti di AsiaNews i ragazzi, utilizzando i social network, si sono messi d’accordo per viaggiare in gruppi composti da non piu' di 3 persone, tutti con visto turistico.

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