“Facciamo sul serio eccome. Ora la parola passa ai miei concittadini per il primo quesito: volete restare nella regione Lazio? Dopo di che vedremo il da farsi”. Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, getta benzina sul fuoco: tutto per salvare il proprio ospedale e quantomeno preservare i servizi che il presidio sanitario oggi offre. “Non chiediamo la Luna: così come sono state previste delle clausole di salvaguardia per Monterotondo, Subiaco e Bracciano allo stesso modo vogliamo che il nostro ospedale non venga declassato a semplice Casa della salute. Per chi vive qui l’ospedale più vicino è il “De Lellis” di Rieti, a 67 chilometri: senza dimenticare che siamo a 1000 metri e che siamo in zona sismica 1”. Oggi l’ospedale di Amatrice è un piccolo presidio di Primo soccorso con annessi laboratori di analisi e radiografia e un piccolo reparto di Medicina. “Quando nel 2010 il decreto 80 della Polverini declassava il nostro ospedale invitai la governatrice a venire a vedere di cosa si stava parlando: ed abbiamo ottenuto garanzie che oggi invece, nonostante le promesse elettorali del 2013, la Giunta Zingaretti come espresso nel Bur del 5 agosto ci ha tolto. La mia è una battaglia per i diritti dei cittadini: non chiediamo nulla in più di quanto oggi non ci sia già”. Mercoledì nel Consiglio comunale aperto delle ore 21 si procederà alla votazione per indire il primo referendum consultivo: il quesito chiederà ai cittadini se vogliono restare nel Lazio o meno. “Poi vedremo come procedere: se dovessero vincere i “no” ci sarà un secondo referendum per proporre l’ingresso in Abruzzo. So bene che si tratta di un iter lungo che coinvolge anche la conferenza Stato-Regioni, ma alcuni Comuni lo hanno percorso fino alla fine. Non si tratta di una semplice provocazione: se la Regione Lazio non tutela il nostro ospedale è chiaro che non ci rappresenta più”. C’è chi dietro questa battaglia vede lo scontro politico tra una Giunta di centrodestra ed un governatore, Zingaretti, di colore opposto. “Non scherziamo, qui c’è in ballo la salute dei cittadini, è una questione di giustizia sociale”, conclude il sindaco.
Amatrice, il sindaco: "Sulla secessione decideranno i cittadini"
Mercoledì votazione in Consiglio per indire il primo referendum consultivo. Il quesito: volete restare nella regione Lazio?