I figli sono come i soldi, chi ce l’ha se li tiene. Il giudice del tribunale di Roma ha rigettato il ricorso presentato dei genitori biologici dei gemellini finiti nella pancia sbagliata per uno scambio di embrioni all’ospedale Pertini, il 3 dicembre scorso. I due bambini, un maschio e una femminuccia, resteranno con la «coppia» che ha portato avanti «gestazione» e «parto». I piccoli sono nati domenica all’ospedale San Salvatore de L’Aquila, con un parto cesareo di otto mesi, qualche giorno prima dell’ordinanza, arrivata solo ieri mattina, che ha stroncato, almeno per il momento, la speranza della coppia che ha lo stesso dna dei neonati di poter essere una famiglia. Che non si arrende e forse chiederà il «test di paternità». Il giudice, Silvia Albano, che ha stoppato l’invio del ricorso alla Consulta perché non è nell’interesse dei minori, in sintesi, «si è attenuto all’ordinamento» ha commentato Natalia Paoletti, legale dei genitori biologici, che «non condivide la sentenza che ignora il dna». Ma il giudice sottolinea «il vuoto» della legge in un caso che definisce «un’eterologa "da errore"» perché «la madre porta in grembo embrioni geneticamente non suoi né del marito», e «con una pratica priva di consensi», che ha generato una situazione di «indeterminatezza» in merito «alla maternità e paternità a fronte di un vuoto legislativo che - scrive il giudice - dovrebbe venire colmato in via interpretativa». È andata così. Il marito della donna che li ha partorito ha denunciato la nascita all’anagrafe, prima che il Tribunale di Roma si esprimesse sulla richiesta di bloccare l’atto, presentata dai genitori che hanno il loro dna, che reclamano i figli. «Gli avvocati della coppia che ha dato alla luce i gemelli hanno presentato il certificato di nascita» aveva spiegato ieri mattina, prima della sentenza, l’avvocato Nicolò Paoletti, legale dei genitori biologici. Poi il verdetto. Il giudice Albano ha rigettato il ricorso dei genitori biologici. «Sollevare la questione di costituzionalità davanti alla Consulta - scrive - non è "ammissibile" né "rilevante", in quanto «contrastante con gli interessi dei minori alla stabilità del loro status e con il loro diritto a vivere con quella che è la propria famiglia secondo l'ordinamento vigente». «Il magistrato, nelle 16 pagine di motivazioni, è entrato nel merito della vicenda, ribadendo le tutele previste della legge per la decisione della madre di tenere i due gemelli che ha partorito» ha spiegato l’avvocato Michele Ambrosini, legale dei genitori che hanno dato alla luce i bimbi. La neomamma, dimessa «mercoledì con i gemelli», è al settimo cielo. «Era radiosa» ha detto Gaspare Carta, primario di ginecologia del San Salvatore «che non conosceva l’identità della coppia». «È andato tutto bene e non ci sono state complicanze - ha spiegato -. Abbiamo effettuato un parto cesareo d’urgenza domenica notte, la signora si è presentata in travaglio e abbiamo proceduto. Solo dopo l’intervento, il padre è venuto da noi per ringraziarci e ci ha spiegato tutto». La coppia si gode la felicità, tra biberon e culle. «Comprendiamo il dolore degli altri - hanno detto -, ma ormai siamo una vera famiglia». «Gioiamo per la nascita dei bambini che sono sani, ma siamo addolorati di non poterli abbracciare» hanno esclamato gli altri. «Quei bimbi somigliano a noi due. La donna li ha tenuti in grembo con il cordone ombelicale. Ma il semo è mio» dice facendo presagire che la contesa potrebbe ripartire con la richiesta un «test» per l’accertamento di «paternità». Sul fatto di essere risarcite tutti concordi. Ma non si sa se sarà una richiesta «milionari». «La richiesta verrà fatta - ha detto l’avoccato Ambrosini - ma sarà problematico stabilire le voci del risarcimento». Il centro del Pertini «deve essere chiuso» attacca il prof. Ermanno Greco, direttore del Centro di medicina della riproduzione all’European Hospital di Roma. «Il nostro centro è il più sicuro in Italia per la fecondazione assistita» ha detto il dg dell’Asl RmB, Vitaliano De Salazar ieri persente in veste di «testimone, convocato dai legali di una delle due coppie».
Nati all’Aquila i gemelli contesi: «I figli sono di chi li ha partoriti»
Respinto il ricorso della coppia biologica che chiederà il test di paternità
