Doveva essere il giorno in cui, come nel racconto biblico di re Salomone, due mamme si trovavano davanti ad un giudice per decidere la sorte dei figli contesi. Due figli, un maschio e una femmina. Gemelli. Concepiti in provetta e, proprio per questo, finiti al centro di una diatriba infinita. La vicenda è quella fin troppo nota dello scambio di embrioni avvenuto nell'ospedale Pertini di Roma. Oggi doveva esserci la prima udienza dopo il ricorso presentato dai genitori biologici. Ma stamattina La Stampa ha rivelato l'ennesimo colpo di scena: i bambini, con qualche giorno di anticipo rispetto al previsto, sono nati. Sono stati partoriti fuori Roma e subito registrati all'anagrafe dai genitori "gestanti" che avrebbero commentato: "Ora nessuno ce li toglierà". La mossa, infatti, rende vana qualsiasi altra iniziativa. Per la legge italiana la registrazione all'anagrafe sancisce a tutti gli effetti lo status di figli. Inutile quindi l'udienza di stamattina anche se l'impressione è che la vicenda, almeno dal punto di vista giudiziario, sia tutt'altro che chiusa.
Nati i gemellini contesi. GIà registrati all'anagrafe
I bambini al centro di una diatriba giudiziaria dopo lo scambio di provette all'ospedale Pertini. Ora i genitori biologici non possono più fare niente
