È un tema sentito da milioni di italiani. Approda in Consiglio dei ministri la bozza del decreto sulla fecondazione eterologa redatto dal ministero della Salute, un testo «asciutto» come annunciato da ministro Beatrice: due soli articoli che regolano diritti del nascituro, sicurezza e tracciabilità delle procedure, test da effettuare per donatori e riceventi, e stanziano i fondi per l'eterologa nelle strutture pubbliche. All'articolo 1 vengono elencate le disposizioni per «consentire l'immediato avvio delle tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, comprese quelle che impiegano gameti maschili e femminili entrambi donati da soggetti diversi dai componenti della coppia ricevente». Passa eventualmente al Parlamento la questione della compatibilità di razza, relativamente al colore della pelle e gruppo sanguigno, tra donatori e coppia ricevente. Gratis Nel testo si evince che la donazione di cellule riproduttive è volontaria e gratuita; l'importazione e l'esportazione di gameti sono consentite, solo da e verso istituti di tessuti accreditati ai sensi della normativa europea vigente in materia e operanti senza scopo di lucro; gli atti o i contratti onerosi sono nulli. Fasce di età Sul fronte dei rimborsi, ai donatori con rapporto di lavoro dipendente, si applicano le disposizioni previste dalla normativa su attività trasfusionali e di trapianto di midollo. Confermate le fasce di età per i donatori: 18-40 anni per gli uomini, 20-35 per le donne. Non è consentita la donazione di cellule riproduttive tra parenti fino al quarto grado. Il registro È prevista l'istituzione, presso il Centro nazionale trapianti dell'Istituto superiore di sanità, del «Registro nazionale dei donatori di cellule riproduttive a scopi di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo». Tracciabilità Garanzie doppie. Il ministero della Salute e le Regioni, attraverso il Cnt e il Registro, si impegnano a garantire la tracciabilità del percorso delle cellule riproduttive dal donatore al nato e viceversa. I fondi Per il Registro vengono stanziati 600mila 770 euro e 150mila euro l'anno dal 2015. 10 milioni e 203mila euro alla spesa per le attività relativa alla fecondazione eterologa fino all'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza. Le nascite Confermato il numero massimo di 10 donazioni per ciascun donatore, fatta eccezione per ulteriori richieste di cellule riproduttive da parte della medesima famiglia. Trasparenza Sul fronte dell'anonimato, il testo prevede che «ferma restando la regola di anonimato, art. 14 del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 191, e successive modificazioni, è consentito l'accesso alle informazioni sanitarie e del patrimonio genetico del donatore esclusivamente nei casi in cui sussistono gravi e comprovati motivi attinenti alla salute dell'embrione formato o del nato, attestati da un medico responsabile di una struttura ospedaliera pubblica, e le informazioni sono necessarie per la tutela della salute dell'embrione o del nato. La verità L'accesso è consentito, previa autorizzazione del medico, ai genitori dell'embrione o del nato, se minore, e al nato medesimo, se maggiorenne. Il nato è informato delle modalità del suo concepimento e i genitori vi provvedono. Il donatore deve sapere che c’è la possibilità di essere contattato nei casi sopra indicati. Le donne che accedono alle tecniche di fecondazione omologa devono essere informate della possibilità di donare una parte dei propri ovociti da destinare alla fecondazione eterologa.
Eterologa, non c’è più l’anonimato
Si potrà sapere da chi si è nati. Donazione di gameti volontarie e gratis Il decreto che fissa paletti e garanzie approda in Consiglio dei ministri
