La piena del fiume Lierza ha colpito alle 22:30 di sabato sera mentre un centinaio di persone partecipavano ad una sagra, la Festa degli Omeni, nel Comune di Refrentolo, nel Trevigiano, spazzandoli via. Il bilancio è di 4 morti e sei feriti gravi, di cui due ricoverati in rianimazione. Sul posto, ieri mattina all’alba, è giunto il governatore del Veneto, Luca Zaia, per seguire il lavoro dei 57 uomini del Soccorso alpino delle prealpi trevigiane, intervenuti durante la notte per cercare le persone che mancavano all’appello. «La Regione Veneto - ha detto Zaia ieri mattina nel corso di una conferenza stampa tenutasi nel municipio di Treviso -ha già decretato lo stato di calamità. Refrentolo è devastato, sembra una groviera e abbiamo altri Comuni completamente isolati. Chiederemo al governo di fare la sua parte in questa tragedia. Il fiume di fango che ha travolto strutture a automobili - ha spiegato il governatore si è verificato a causa di una bomba d’acqua senza preceenti che si è abbattuta nell’area. È stato un piccolo Vajont», ha detto ancora, ricordando la tragedia del 1963 in cui morirono quasi 2mila persone. «La concausa evidente è che si è creata un’ostruzione del torrente che ha dato vita a una diga naturale, probabilmente creata dai rami e da tutto quello che scende viene portato a valle durante i temporali, tra cui balle di fieno giganti. Quando la diga si è rotta ha liberato 4-5 metri di acqua di altezza - ha spiegato Zaia - devastando mezzi e manufatti fino a 700-800 metri dal fiume. Un disastro». Nel pomeriggio è arrivata la risposta del Governo, sul sito ufficiale: «Basta fare i "nota" delle emergenze, ora investiamo in opere di difesa, prevenzione e sicurezza. Siamo pronti ad avviare anche i 570 cantieri anti dissesto investendo i primi 650 milioni non spesi da anni». La piena del fiume Lierza ha colpito alle 22:30 di sabato sera mentre un centinaio di persone partecipavano ad una sagra, la Festa degli Omeni, nel Comune di Refrentolo, nel Trevigiano, spazzandoli via. Il bilancio è di 4 morti e sei feriti gravi, di cui due ricoverati in rianimazione. Sul posto, ieri mattina all’alba, è giunto il governatore del Veneto, Luca Zaia, per seguire il lavoro dei 57 uomini del Soccorso alpino intervenuti nella notte per cercare chi mancava all’appello. «Il Veneto - ha detto Zaia nel corso di una conferenza stampa tenutasi nel municipio di Treviso -ha già decretato lo stato di calamità. Refrentolo è devastato e abbiamo altri Comuni isolati. Chiederemo al governo di fare la sua parte. Il fiume di fango che ha travolto strutture a automobili - ha spiegato il governatore - si è verificato a causa di una bomba d’acqua senza preceenti che si è abbattuta nell’area. È stato un piccolo Vajont», ha detto ancora, ricordando la tragedia del 1963 in cui morirono quasi 2mila persone. «La concausa evidente è che si è creata un’ostruzione del torrente che ha dato vita a una diga naturale, probabilmente creata dai rami e da tutto quello che scende viene portato a valle durante i temporal. Quando la diga si è rotta ha liberato 4-5 metri di acqua di altezza - ha spiegato Zaia - devastando mezzi e manufatti fino a 700-800 metri dal fiume. Un disastro». Nel pomeriggio è arrivata la risposta del Governo, sul sito ufficiale: «Basta fare i "nota" delle emergenze, ora investiamo in opere di difesa, prevenzione e sicurezza. Siamo pronti ad avviare anche i 570 cantieri anti dissesto investendo i primi 650 milioni». I deputati di Sel chiedono al ministro dell’Ambiente, Galletti, di riferire al Parlamento sulle misure immediate da prendere per le aree soggette a dissesto idrogeologico, come Refrontolo, «dove un episodio analogo si è già verificato a febbraio scorso».
Una bomba d’acqua fa quattro morti
Il fiume Lierza rompe gli argini. Quattro morti a Refrentolo travolti durante la Festa degli Omeni L'INTERVISTA/1 Mangianti: «Non credete a previsioni che vanno oltre i 5 giorni» L'INTERVISTA/2
