No ai «cristiani in guanti bianchi» che, sia pure in maniera educata, dicono al prossimo in difficoltà «arrangiati». È uno dei passaggi centrali del discorso, insolitamente lungo, fatto ieri da Papa Francesco all’Angelus, a commento del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Compassione, condivisione ed Eucarestia sono i tre messaggi evidenziati dal Pontefice. «Di fronte alla folla che lo rincorre e – per così dire – "non lo lascia in pace", Gesù non reagisce con irritazione, non dice: "Questa gente mi dà fastidio". No, no. Ma reagisce con un sentimento di compassione» ha detto il Papa. «compassione – ha aggiunto – non è semplicemente sentire pietà; è di più! Significa con-patire, cioè immedesimarsi nella sofferenza altrui, al punto di prenderla su di sé». Poi, a braccio, ha detto: «Noi parliamo spesso dei poveri. Ma quando parliamo dei poveri, sentiamo che quell’uomo, quella donna, quei bambini non hanno il necessario per vivere? Che non hanno da mangiare, non hanno da vestirsi, non hanno la possibilità di medicine… Anche che i bambini non hanno la possibilità di andare a scuola. E per questo, le nostre esigenze, pur legittime, non saranno mai così urgenti come quelle dei poveri che non hanno il necessario per vivere». Poi la condivisione. Agli apostoli che lo invitavano a congedare la folla, Gesù oppone «la logica di Dio. Quante volte noi ci voltiamo da un’altra parte pur di non vedere i fratelli bisognosi! E questo guardare da un’altra parte è un modo educato per dire, in guanti bianchi, "arrangiatevi da soli". E questo non è di Gesù: questo è egoismo». Un miracolo che annuncia l’Eucaresti ma, ha concluso il Papa, «chi va all’Eucaristia senza avere compassione dei bisognosi e senza condividere, non si trova bene con Gesù».
«No ai cristiani in guanti bianchi che ignorano i poveri»
No ai «cristiani in guanti bianchi» che, sia pure in maniera educata, dicono al prossimo in difficoltà «arrangiati». È uno dei passaggi centrali del discorso, insolitamente lungo, fatto ieri da Papa...