Attualità

Una gestione privata come per il Quirino

Il Teatro Valle, riconsegnato alla Soprintendenza per valutarne l’improcrastinabile opera di restauro, nasconde un’insidia da milioni di euro. Ne è convinto Giampiero Darini, consulente tecnico...

Il Teatro Valle, riconsegnato alla Soprintendenza per valutarne l’improcrastinabile opera di restauro, nasconde un’insidia da milioni di euro. Ne è convinto Giampiero Darini, consulente tecnico culturale. «Il fatto è che rimettere a nuovo una struttura di tale portata con tanto di agibilità (certificato il cui rilascio costituisce un autentico calvario) dato lo stato di degrado e considerato pregio e storicità, comporterà sicuramente (come ribadito da eminenti architetti) enormi costi, anni di lavori» spiega il consulente. Poi la domanda: «Chi paga? Con le casse comunali a secco per il rischio default ancora incombente ed ipotizzando una gestione affidata e finanziata dal Teatro di Roma che vede inesorabilmente ridursi i fondi e con un disavanzo di bilancio di ben 8,5 milioni di euro (dovendo altresì il Campidoglio fare i conti con l'Opera di Roma il cui clamoroso dissesto per 40 milioni di euro è giornalmente sotto gli occhi di tutti) finirebbe che il teatro rimarrebbe irrimediabilmente chiuso per chissà quanto tempo (per il Villa Torlonia sono occorsi quasi 10 anni e altrettanti milioni mentre dell'India, per un intervento molto più contenuto, dopo due anni e due milioni stanziati ancora si sa ben poco). Quale può essere allora la soluzione di questa situazione non facile? «A questo punto sarebbe più saggio per l'Amministrazione rinunciare all'offerta definitiva di trasferimento del Valle da parte del MiBACT che da una posizione assai meno esposta e condizionata sarebbe più facilmente in grado di elaborare una soluzione adeguata (attraverso ad esempio un’assegnazione che preveda la detrazione delle spese di adeguamento dal canone di locazione) - continua Darini - In fondo la concessione a privati per 10 anni del Quirino è decisamente un modello di come nel rispetto della qualità artistica il Ministero per la prima volta invece di rimettere milioni di euro ne trae addirittura una rilevante convenienza (vincolando per di più nel contratto il prendersi carico delle 17 posizioni lavorative del teatro)».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.