NAPOLI - Maltempo, un’apocalisse. Allarme rosso in tutta la Campania. Un morto nel Casertano, forse altri due in Irpinia: centocinquanta evacuati a Quindici, dove venti persone sono rimaste bloccate nelle abitazioni in attesa di soccorso. Si temono altre vittime. Undici, i dispersi, fra cui due soccorritori. Enorme la frane che si abbatte nel cuore di Siano. Una massa informe di fango che si stacca dal costone di una collina. Travolta da una colata di fango una palazzina a poche decine di metri dal Municipio. All’interno, filtra dai primi accertamenti della task force di Vigili del fuoco e Protezione civile, vi sarebbe stata una intera famiglia. Si lotta ora contro il tempo, con la speranza di estrarre dalla montagna di melma i dispersi ancora vivi. In paese, l’acqua arriva fino al ginocchio. Apocalittica, la scena che si presenta ai soccorritori. L’intera zona della frana è circondata da unità specializzate di Vigili del fuoco, volontari della Protezione civile, Polizia e Carabinieri. Pochi chilometri più in là, a Bracigliano, un’altra montagna di fango crolla sulla casa disabitata e una raffica di altre frane viene segnata in frazione Vado, alla periferia del paese, tutt’ora isolato. La massa di terra ostruisce il corso dei torrenti che tracimano e inondano le strade. A Sarno allagate decine di palazzine. Gli abitanti vengono fatti evacuare. In zona, decine di squadre di vigili del fuoco inviate ad Salerno, Nocera e Maiori. In Costiera Amalfitana, un’altra frana invade la statale tra Ravello e Chiunzi. Straripano anche i fiumi Sele e Calore. Decine di etteri di terreno coltivato che vengono inondati. Isolati decine di cascinali. Nel Casertano, a San Felice a Cancello, travolta dal crollo della sua abitazione, è morta una donna di 81 anni. Il cadavere viene estratto a fatica dai vigili del Fuoco. L’intero centro abitato di Quindici, nell’Avellinese viene invaso dal fango. Viene giù un intero costone del Ponte San Teaodoro. Melma e fango arrivano a un livello di due metri. I piani terreni di tutte le case vengono ostruiti da acqua, fango e detriti. Allagati, a Napoli e nell’hinterland decine di «bassi» e cantine. Voragini in centro e in periferia. Cinquecento le segnalazioni di allarme giunte al centralino dei Vigili del Fuoco. Traffico in tilt. Lungo la circonvallazione esterna, che collega Napoli con la Provincia, il livello dell’acqua ha raggiunto perfino i 4 cm. Sul manto stradale, si sono aperti avvallamenti e profonde buche. Oltre duecento le segnalazioni di allagamenti e piccoli smottamenti di terreno. Al confine tra Napoletano e potentino bloccata da un’altra frana, anche la Statale Fondo Valle del Noce. Immediatamente esclusa la possibilità che, nello smottamento, siano stati coinvolti veicoli in transito. La Fondo Valle, che collega la Costa Tirrenica Lucana con l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, è stata chiusa per l’intera giornata. Il traffico è stato fatto deviare a Ravello, lungo la «Statale delle Calabrie». MILLE UOMINI IMPEGNATI NEI SOCCORSI Napoli - Il coordinamento dei vigili del fuoco presso il ministero degli interni ha informato, ieri sera, che sono circa mille gli uomini già impegnati o che stanno per partire alla volta del Salernitano e dell’Avellinese, le due aree maggiormente colpite dall’emergenza frane in Campania. Dal coordinamento spiega ancora che saranno impegnati anche numerosi mezzi di movimento terra, autobotti e apripista. Per l’occasione sono stati richiamati soccorritori anche da Tascana, Lazio, Emilia-Romagna, Puglia e Molise. Saranno quattro i centri operativi antifrana: tre nel Salernitano (Sarno, Siano e Bracigliano) e uno nell’Avellinese (a Lauro, da dove si seguirà la situazione più grave, quella di Quindici). Il maltempo che sta interessando in particolare le regioni centro meridionali del Paese ha visto il centro situazioni del dipartimento della protezione civile seguire costantemente l’evoluzione della situazione, lavorando a stretto contatto con la sala operativa dei vigili del fuoco. Le situazioni più critiche al momento si registrano in provincia di salerno e Avellino, dove alcune frane hanno costretto l’evacuazione, a titolo precauzionale, di alcune famiglie in particolarie nei comuni di Sarno Bracigliano e Siano (Salerno). In questa ultima località risultano disperse quattro persone. Intanto, il sottosegretario alla Protezione civile, Franco Barberi, effettuerà oggi un sopraluogo nelle zone colpite. Il dipartimento della protezione civile, che già dalla giornata del 2 maggio aveva provveduto ad emanare un primo avviso di avverse condizioni metereologiche, avviso rinnovato il 4 maggio alla luce degli ulteriori previsti peggioramenti. IL PARROCO: «SONO PRIGIONIERO DELL’ONDA NERA» Avellino - «Sento di tanto in tanto i boati della montagna dalla quale le frane si continuano a staccare ancora adesso. Sono prigioniero al primo piano della mia casa. Il pianterreno è invaso da un metro di fango. Intorno a me c’è il buio fitto ed il silenzio assoluto». È la drammatica testimonianza di don Domenico Amelia, parroco della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Quindici, il paese che è stato sommerso da un fiume di fango e dalle pietre, portati a valle dallo smottamento del costone del monte Pizzo d’Alvano, che sovrasta il paese. «Già dalla mattinata - prosegue il drammatico racconto del sacerdote - la situazione era grave. In paese erano arrivati i vigili del fuoco, carabinieri, polizia. Poi nel pomeriggio si è sentito un boato più forte e poco dopo un fiume di fango che non è riuscito ad incanalarsi nel vallone del corso d’acqua che scorre vicino al paese, ha raggiunto il centro». «Ero affacciato alla finestra - prosegue don Domenico con la voce strozzata - quando ho visto tutte le automobili - erano alcune decine parcheggiate nel piazzale sotto la mia casa - spazzate via dal fango. Si è formata in pochi minuti una coltre di fango, pietre ed alberi trasportati giù dalla montagna alta circa un metro». «Ciò che è maggiormente impressionante - prosegue il sacerdote - è il silenzio interrotto di tanto in tanto dai boati provocati dagli smottamenti che si ripetono continuamente. Al silenzio si accompagna il buio. Non c’è corrente elettrica. Sto parlando al telefono alla luce di una candela». La situazione a Quindici ancora a notte fonda era resa ancora più drammatica dalla pioggia che continuava a cadere fitta ed incessante. «I momenti peggiori - racconta ancora don Domenico - sono rappresentanti dalle ondate provocate dal fatto che interi alberi spostati dal fango si bloccano di traverso in una strada e quando poi cedono per il peso del fango che sopraggiunge determinano fortissime ondate di fango e acqua che travolgono tutti». «Mi appresto a vivere una notte drammatica - conclude don Domenico - la più drammatica della mia vita».
Campania travolta da un mare di fango
Vasta frana nel Salernitano, si cerca una famiglia Il bilancio è attualmente di 3 vittime e 11 dispersi
