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Gratteri va in soccorso di Renzi

Si è insediata ieri mattina a Palazzo Chigi la commissione per l'elaborazione di proposte normative in tema di lotta, anche patrimoniale, alla criminalità presieduta da Nicola Gratteri, procuratore...

Si è insediata ieri mattina a Palazzo Chigi la commissione per l'elaborazione di proposte normative in tema di lotta, anche patrimoniale, alla criminalità presieduta da Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Reggio Calabria. La commissione, voluta dalla Presidenza del Consiglio di concerto con il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha il compito di proseguire il lavoro di revisione della normativa che riguarda la lotta alla criminalità organizzata sul fronte della repressione personale e patrimoniale. Dovrà individuare strumenti idonei a contrastare in modo efficace l'infiltrazione criminale nell'economia locale. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Graziano Delrio, ha portato i saluti e gli auguri di buon lavoro. Di Nicola Gratteri si era parlato insistentemente all’atto della formazione del governo. Non è un mistero che il presidente del Consiglio l’avrebbe voluto alla guida proprio del ministero della Giustizia ma al Quirinale venne stoppato: non è mai accaduto infatti nella storia che un magistrato in servizio passasse direttamente alla guida del dicastero di via Arenula. Renzi fu costretto ad abbandonare quel nome e inserire in quella casella quello di Orlando. Successivamente si era parlato di Gratteri come consulente per la criminalità organizzata quando Raffaele Cantone venne scelto come presidente dell’Autorità anticorruzione. Nel precendente governo la stessa commissione era presieduta da Roberto Garofoli, allora segretario generale della presidenza del Consiglio, e Gratteri e Cantone ne erano componenti dello stesso organismo.

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