Sono morti in un giorno qualunque. Uno di quelli in cui vai a lavoro e speri solo di tornare presto a casa. Ma Fabio e Roberto, due operai del viterbese, a casa non torneranno più. Stavano lavorando presso l’impianto di compostaggio Kyklos del gruppo Acea, al confine tra la provincia di Roma e quella di Latina, quando sono morti intossicati. Investiti da una potente folata di sostanze tossiche proveniente, molto probabilmente, da una delle cisterne piene di percolato. Ancora poco chiara la dinamica dell'incidente verificatosi al civico 15 di via delle Ferriere ad Aprilia. Secondo una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri di Aprilia, erano le 9 del mattino quando i due autotrasportatori sono arrivati nell’impianto di compostaggio. Avrebbero dovuto svuotare le cisterne piene di percolato ma qualcosa è andato storto. In un primo momento si era pensato che i due operai fossero stati investiti da una potente fuoriuscita di gas tossico proveniente dalla cisterna della Kyklos. Ipotesi poi esclusa. Sembrerebbe invece che le esalazioni tossiche provenissero dalla loro autocisterna. È stato nel momento in cui hanno aperto uno dei bocchettoni che il gas li ha travolti. «Uno dei due, quello che ha aperto il bocchettone - spiegano i Carabinieri - è stato investito dalla forte ondata di gas tossico ed è caduto a terra da oltre due metri. L’altro si trovava ancora sul camion quando ha visto la scena ed è sceso per soccorrere il collega. Anche per lui, la sorte è stata amara». Fatali sarebbero state le esalazioni di ammoniaca dei concimi organici. Quando sono stati avvisati i soccorsi era ormai troppo tardi. I loro corpi sono stati recuperati dai Vigili del Fuoco verso le 13. Diverse le persone intossicate tra i soccorritori. Tutte trasportate nel vicino ospedale di Latina. Dopo i rilievi dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri, l’impianto è considerato sicuro mentre è stata messa in sicurezza e circoscritta l'intera area in cui si trovava l’autocisterna della ditta viterbese. Evacuate, a causa dell’insopportabile cattivo odore proveniente dall’impianto, le zone limitrofe. Luigi Spinelli, pm della Procura di Latina titolare dell’indagine, ha disposto l’autopsia sui cadaveri, che verrà eseguita in giornata o domani al massimo. Bisognerà capire cosa sia successo in quei tragici istanti. I due operai indossavano l’abbigliamento di protezione o no? Le esalazioni provenivano dall’autocisterna della ditta di Viterbo o come si era pensato inizialmente da quelle dell'impianto? Risposte che solo la magistratura potrà fornire, al termine delle indagini. Intanto i vertici della Kyklos, in una nota hanno spiegato: «Stiamo collaborando attivamente con l’autorità giudiziaria per verificare le cause dell’accaduto. I due operai avevano avuto regolare accesso all’impianto. Il liquido che avrebbero dovuto estrarre, viene prelevato più volte al giorno. Esprimiamo il più profondo cordoglio alle famiglie e ai colleghi dei due lavoratori». Messaggi di cordoglio sono giunti alle famiglie anche da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e da quello della Regione Lazio Nicola Zingaretti. «Giorgio Napolitano - scrive in una nota il Quirinale - appresa con profonda tristezza la notizia del tragico incidente, ha espresso ai familiari delle vittime sentimenti di partecipe cordoglio e di affettuosa vicinanza». Ha parlato invece di «morte inaccettabile» Zingaretti, che si è unito al dolore delle famiglie dei due lavoratori. «Un tragico incidente sul lavoro - ha dichiarato Zingaretti. L'ennesimo, sul quale sono certo che la Magistratura farà piena luce». Intanto a San Lorenzo Nuovo (VT) il paese dei due operai, c’è sgomento e rassegnazione. Fabio Lisei aveva 44 anni e Roberto Panini ne aveva 42. Entrambi lasciano mogli e figli.
Uccisi in due dai gas dell’autocisterna
Tragedia in un impianto di compostaggio
