Sbarchi, soccorsi e arresti. È sempre lo stesso il copione dell’inarrestabile flusso di migranti che si riversa in Sicilia. Sul fronte dei soccorsi, una motovedetta della Guardia costiera ha intercettato un'imbarcazione con a bordo 156 immigrati. Tra loro, 14 donne e 7 minori. Dopo aver prelevato i profughi, il natante della Marina militare ha fatto rotta verso il porto di Augusta (Siracusa). In merito agli arresti, invece, ai 73 extracomunitari, ne vanno aggiunti altri 6, effettuati ieri nell’Isola. Quattro sono i presunti scafisti egiziani dell'imbarcazione con a bordo 300 migranti soccorsi nel canale di Sicilia e giunti domenica a Pozzallo, nel ragusano. Devono rispondere di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. In manette sono finiti Ahmed Alì, 23 anni, Mustaphà Mandur, 28 anni, Muhamed Hasen, 26 anni, e Hasen Muhamed, 35 anni, tutti egiziani. I quattro fermati, secondo quanto accertato dagli investigatori, si sarebbero resi responsabili di avere procurato l'ingresso in Italia di 300 migranti, eludendo i controlli di frontiera, in quanto in modo preordinato chiedevano i soccorsi mettendo in serio pericolo di vita tutti i passeggeri di origini siriane, libiche, irachene ed egiziane. Ogni migrante, come è emerso nel corso delle indagini, avrebbero pagato in media 2.500 dollari per un totale di circa 740.000 dollari, che sono andati tutti agli organizzatori ed agli scafisti. I quattro presunti scafisti sono stati condotti presso il carcere di Ragusa. Intanto, tra proteste, liti e fughe, l’atmosfera nei centri di accoglienza siciliani è sempre più calda (e non solo dal punto di vista meteorologico). Con l'accusa, infatti, di aver organizzato la fuga di 8 eritrei da un centro di accoglienza di Aragona (Agrigento), dovranno rispondere due stranieri arrestati dalla polizia a Caltanissetta. Si tratta del tunisino Achouri Raouf, 30 anni, con regolare permesso di soggiorno e residente a Catania, e l'eritreo Abrham Teklab, 19 anni, domiciliato nel Cara di Mineo. I due a bordo di un van Chrisler "Voyager" assieme agli 8 fuggiaschi. La vettura, guidata dal tunisino, è stata fermata sulla statale 640 perché procedeva a velocità e zigzagando nel traffico: ai poliziotti non c'è voluto molto per rendersi conto della situazione e chiarire che il tunisino e l'eritreo stavano trasportando immigrati in fuga. Intanto, si terrà oggi a Messina una cerimonia funebre per il Ahmed, il migrante di un anno morto durante uno dei "viaggi della speranza" nel Mediterraneo arrivato nel porto della città dello Stretto su un mercantile il 19 luglio scorso. Il piccolo era su un barcone dove 19 persone sono morte per asfissia.
Sbarco a Pozzallo, fermati 4 presunti scafiti
Sono tutti egiziani e avrebbero portato in Italia 300 migranti per un "incasso" complessivo di 740mila euro
