GENOVA «L'unico incoveniente del viaggio è stato che, ad un certo punto, la velocità era superiore a quella calcolata e c'era il rischio di fare una brutta figura arrivando in tre giorni anziché in quattro. Allora ho chiamato Nick (Sloane, il sudafricano capo del progetto di recupero, ndr) e gli ho detto di rallentare. Lui è stato tanto bravo da rispettare gli orari e anche in questo senso è andato tutto perfettamente bene». Così Franco Porcellacchia, responsabile del progetto per Costa Crociere, ha commentato la fine delle operazioni che hanno condotto la Concordia all'ormeggio nel porto di Genova. Il relitto della nave naufragata al Giglio il 13 gennaio 2012 è ora ormeggiata lungo la diga foranea del terminal Vte del porto di Genova. La nave è assicurata alla diga da 13 cavi collegati ad altrettante bitte. Nel corso della conferenza stampa conclusiva Sloane ha spiegato che a determinare il successo dell'operazione Concordia è stata «la squadra incredibile, potentissima che abbiamo visto in cantiere, fin dalle prime fasi della progettazione. Non avete idea di quanto sia stato complesso questo progetto. Una delle cose che ha reso possibile questo successo - ha aggiunto - è stato l'aspetto della continuità della squadra. Questo ha richiesto uno stress e un lavoro duro. Per questo ringrazio mogli, figli e familiari che hanno dato il proprio sostegno a tutti i membri della squadra». «Oggi sono soddisfatto al pari di quelli che hanno seguito questa vicenda fin dall'inizio e ci hanno sempre creduto. Vedere la fine del film e vederla in questi termini, credo che sia un motivo di grande soddisfazione». Tra i protagonisti assoluti dell’operazione c’è il capo della Protezione Civile e commissario straordinario per l'emergenza Concordia, Franco Gabrielli. Che però ha ricordato che «in queste vicende la soddisfazione non può essere mai piena. Quando le vicende affondano nelle tragedie non si ha mai il senso di soddisfazione piena». E non bisogna dimenticare che all’appello manca ancora una vittima, il cameriere indiano Russel Rebello che non è stato trovato sui fondali del Giglio: «Per me come per tanti di quelli che hanno vissuto questa storia - penso a tutti i sommozzatori che hanno dato l'anima per il ritrovamento di Russel - ha detto il prefetto - c’è ancora un momento molto molto particolare e decisivo: il giorno in cui potremo chiamare Kevin (fratello del disperso, ndr) e dirgli che... quello sarà il compimento di tutta l'attività. C’è tanto dolore in questa storia e credo che ognuno di noi debba avere sempre la misura e la sobrietà nel ricordare queste cose, senza facili trionfalismi». Posizione analoga a quella del premier Renzi, anche lui a Genova per assistere all’ormeggio del relitto della nave da crociera: «Oggi non è il giorno del lieto fine ma quello dei ringraziamenti» ha detto parlando sulla banchina del porto con accanto il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, Gabrielli e molti dei tecnici che hanno reso possibile il traino della Concordia. «Sappiamo che non si torna indietro da questa tragica vicenda - ha proseguito Renzi - quindi nessuno issa le bandiere per festeggiare. Ma il lavoro di molti è stato importantissimo». Infine il capitolo ambiente. E qui Gabrielli si è tolto qualche sassolino dalla scarpa: «Mi ha dato un po’ fastidio il fatto che abbiamo profuso uno sforzo pazzesco per proteggere l'ambiente e oggi sembra che il controllo lo abbiano fatto Greenpeace e Legambiente. A me risulta che sulla nave, come da trenta mesi a questa parte, ci fossero Ispra, Arpat e Istituto Superiore della Sanità, i massimi organismi di tutela pubblica che hanno svolto in maniera impeccabile il lavoro. Qualcuno si è fatto la gita in barca e poi diventa il tutore dell'ambiente. Meglio - ha concluso - rivolgere l'attenzione a tutti i problemi ambientali del Paese».
Concordia ormeggiata ma senza festeggiare
All’appello manca ancora un disperso
