Dal tribunale di Roma-sezione Lavoro arriva una nuova ordinanza, strutturata in maniera molto simile a quella emessa per la piccola Noemi dal tribunale dell'Aquila, che impone le infusioni su una bimba con malattia di Tay-Sachs, fra i 34 pazienti già in carico agli Spedali Civili di Brescia, chiamando in causa ancora una volta la biologa di Stamina Erica Molino, come capo dell'équipe «incaricata di condurre il trattamento». Un provvedimento atteso, come lasciato intendere ieri mattina dal vice presidente di Stamina Foundation, Marino Andolina, ed effettivamente trasmesso ieri alla struttura ospedaliera lombarda. Anche questa ordinanza «nomina sin d'ora ma con efficacia a decorrere dal 25 luglio» la biologa Molino che potrà nominare i membri dell'équipe «ritenuti più idonei», dettare le tempistiche e le modalità di esecuzione del trattamento e usare strutture e apparecchiature dei Civili. La nuova ordinanza, dunque, si va ad aggiungere in termini di scadenze a quella in favore della piccola Noemi. Per entrambe infatti l’incarico alla Molino è a decorrere dal 25 luglio. Il tutto mentre sono già state programmate per oggi le infusioni Stamina sui due bambini protagonisti delle ordinanze di Trapani e Pesaro. I Civili hanno annunciato nei giorni scorsi il ricorso contro l'ordinanza del tribunale dell'Aquila perché ritengono ponga alcune criticità operative su cui «sono necessari chiarimenti», ha specificato il direttore generale dell'ospedale Ezio Belleri. In particolare, ricorda il Dg, il fatto che una biologa (la Molino, fra gli indagati nell'ambito dell'inchiesta su Stamina per i quali la procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio, ndr) venga messa alla guida di un team medico e non sembra essere nominata come ausiliario del giudice ma solo come capo-équipe. Nel caso di Noemi inoltre c'è, dal punto di vista dei Civili, il problema delle cellule: la piccola non è fra i pazienti in carico e per la prima infusione, secondo i giudici, si può far ricorso a cellule già presenti in laboratorio (per altri pazienti), che verrebbero donate alla piccola. Per i Civili, invece, andrebbe rispettato il principio del donatore dedicato. Per la paziente protagonista dell'ordinanza del tribunale di Roma le cellule sono già in laboratorio, e resterebbero in piedi solo i dubbi relativi ai margini di azione della biologa Molino. «Al momento stiamo valutando quest'ultima ordinanza, e dobbiamo capire anche se ci sono i tempi tecnici per un eventuale ricorso. Noi non facciamo differenza fra i pazienti. Nel caso dell'Aquila il nostro obiettivo - ribadisce - non è opporci alla decisione del giudice ma ottenere dei chiarimenti. Ora valuteremo anche il nuovo provvedimento del tribunale di Roma che in parte ripercorre quello dell'Aquila».Nel frattempo domani ai Civili si presenteranno Andolina (in tandem con Molino) per procedere con l'infusione a Federico Mezzina, bimbo di Fano con morbo di Krabbe già trattato con Stamina e infuso l'ultima volta il 7 giugno (da ieri ricoverato ai Civili) e il presidente dell'Ordine dei medici di Trapani Giuseppe Morfino, con un'équipe composta da un ortopedico, un anestesista e un'infermiera siciliani, Andolina e la biologa Molino, per l'infusione a un bimbo siciliano con distrofia di Duchenne.
Stamina, nuova ordinanza impone le infusioni per una bimba
Dal tribunale di Roma-sezione Lavoro arriva una nuova ordinanza, strutturata in maniera molto simile a quella emessa per la piccola Noemi dal tribunale dell'Aquila, che impone le infusioni su una...
