ISOLA DEL GIGLIO - La mattina era iniziata male. La pioggia, più forte sul lato del Campese, leggermente meno aggressiva al porto, si è abbattuta sull’isola del Giglio e sulle sorti della Costa Concordia fin dalla note. Poi a metà giornata il tempo è migliorato. E a mezzogiorno è terminato anche l’abbassamento dell’ultimo dei 30 cassoni installati sul relitto per il suo galleggiamento. Nel pomeriggio è arrivata la comunicazione ufficiale che il viaggio verso Genova comincerà domani. “Non c'è più una giustificazione per non partire, salvo un meteorite", ha detto il capo della Protezione civile Franco Gabrielli. Quattro giorni a due nodi di velocità, circa 200 miglia nautiche da percorrere, e il corteo di 14 navi di appoggio che scorteranno il gigante ingabbiato fino al porto di Genova Voltri. Con la Francia in allarme per il passaggio vicino le coste della Corsica, e Segolene Royal in vedetta su una nave militare a capo Corso, assieme al ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian, per controllare che nulla succeda alle acque intorno all’isola, anche se il tragitto non interesserà l’area di competenza francese. La Concordia sarebbe dovuta partire oggi partire oggi, ma le condizioni metereologiche hanno suggerito il posticipo di un giorno. In questo martedì si è continuato a lavorare per completare tutte le operazioni necessarie prima dell’inizio di un’impresa che nessuno aveva mai tentato prima. La Nave, arrivata a un’immersione di poco più di 18 metri, appariva avvolta da una grande nube di fumo nero nel pomeriggio. Lo scheletro nel mare, quasi 300 metri di lunghezza, di fronte il molo della piccola isola, appariva ancora più spettrale. Si stava completando il lavoro di saldatura delle bitte per il traino dei due rimorchiatori, che saranno affiancati da altri due per l’assistenza, uno per lato, alla poppa. Ora sulla nave c’è una bandiera blu con una: pronta. Domani se ne andrà, dopo 31 mesi di permanenza. Il porto del Giglio, popolato di curiosi e di turisti, e invaso dai 400 operatori dell’informazione arrivati da tutto il mondo per seguire l’evento, si prepara all’addio in un clima dove a una sorta di affettata indifferenza si accompagna già una quasi-nostalgia. I bar pullulano di clienti per l’aperitivo, i bagnati siedono sulla spiaggia vista relitto; a pochi metri dalla “cittadella” delle tv internazionali, si gioca una partita di calcetto sulla sabbia. Tra i titolari degli esercizi commerciali non è difficile sentir parlare di un certo dispiacere. Alla gelateria del porto, assediata dai clienti, si ricorda che con i tecnici del consorzio Titan-Micoperi c’è stata in questi mesi una frequentazione quotidiana, è nata spesso l’amicizia; che l’isola di solito spopolata nell’inverno, in questi due anni e mezzo ha fatto sempre il pieno di presenze; che i riflettori dei media di tutto il mondo, tutto sommato, non sono stati un fastidio più grande di quello imposto dalla solitudine della bassa stagione, quando di questo fazzoletto di terra nel Tirreno non si preoccupa quasi nessuno dall’esterno. Al Giglio, però, sono arrivati anche alcuni superstiti del naufragio e i parenti delle vittime. Il clima in ogni caso non è quello di una festa. Lunedì scorso la prima fase di rigalleggiamento. Domani l’ultimo traghetto per Porto Santo Stefano partirà alle 6. Alle 8.30 l’ultimo arrivo sull’isola. Poi il porto verrà bloccato. A quel punto, espletati i controlli idraulici preliminari, inizieranno le operazioni per la partenza. L’ingegner Franco Porcellacchia, responsabile di Costa Crociere per la rimozione della Concordia, ha spiegato in conferenza stampa che la Concordia “sarà ruotata di 70 gradi per dirigere la prua verso est". Ci vorranno circa quattro ore. Il gigante partirà intorno alle 12-12.30, come ha spiegato Nick Sloane, il regista dell’operazione. La nave salirà un po’, e poi dovrebbe raggiungere circa 20 metri di pescaggio. Nella metà del pomeriggio la rotta verrà spostata in direzione Nord, e di lì proseguirà il suo tragitto, attraverso diversi snodi, fino alla Liguria. Franco Gabrielli, e il ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti, hanno gettato in mare dei fiori per commemorare le 32 vittime del naufragio, e il sub spagnolo della Titan morto durante i lavori il primo febbraio. “La nave è pronta e dunque non vedo cosa altro potrebbe accadere – ha detto il ministro –. Non dobbiamo avere fretta, l'importante è far bene”. Domattina si salpa.
Dopo 31 mesi la Concordia è pronta a lasciare il Giglio
Completate le operazioni, domani la partenza alla volta di Genova
