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L’Avvocato torna in possesso di Malagrotta. E detta le condizioni

La palla torna a Cerroni. Alla luce della pronuncia del Tar, che ha accolto il ricorso del Consorzio Colari dichiarando infondate le presunte infiltrazioni mafiose, il sindaco di Roma Marino che...

La palla torna a Cerroni. Alla luce della pronuncia del Tar, che ha accolto il ricorso del Consorzio Colari dichiarando infondate le presunte infiltrazioni mafiose, il sindaco di Roma Marino che considerava «archiviata l’epoca del monopolista» dovrà con ogni probabilità tornare sui suoi passi, e anche sulle sue dichiarazioni, per evitare il tracollo dei ciclo-rifiuti. Ricapitolando: attualmente i tre impianti di trattamento del Colari garantiscono la lavorazione di più della metà dei rifiuti (circa 1.600 tonnellate) prodotti giornalmente a Roma, l’altra quota compete ad Ama. A breve, questione di giorni, approderà in città un ulteriore tritovagliatore noleggiato da Hera, la multiservizi emiliana, che in ogni caso - con una capacità di circa 200 tonnellate - non permetterebbe al Comune di affrancarsi da Cerroni. L’ipotesi prevalente, di conseguenza, è che si debbano riallacciare i rapporti con l’Avvocato, che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) continuare a trattare le quantità di sempre. Tutto tornerebbe, insomma, a qualche mese fa. Ci sono due ma: da un lato, l’attuale ordinanza con cui in pratica il Comune di Roma «impone» al Colari l’utilizzo degli impianti, per effetto della pronuncia del Tar non ha più valore, dall’altro ricordiamo che ufficialmente non ci sono contratti stipulati - tra Colari e il pubblico - che potrebbero tornare in forza, negli anni l’accensione delle linee è stata assicurata a colpi di ordinanze. In altre parole, ipoteticamente anche domani Cerroni potrebbe chiudere le porte ai rifiuti di Roma, e sarebbe un guaio. Passando ad Ama, sorpresa ieri, in occasione della presentazione ai sindacati delle linee guida del piano industriale, che raddoppia gli ecodistretti, quattro anziché i due già localizzati a Rocca Cencia e Ponte Malnome, vicino alla discarica di Malagrotta. «Le linee guida del piano industriale che venerdì condivideremo anche con i presidenti dei Municipi - ha commentato l’assessore Estella Marino - raccolgono le indicazioni che in questi mesi abbiamo dato all’azienda: dal potenziamento dell’impiantistica legata alla filiera del riciclo e riuso, alla progressiva dismissione degli impianti tmb, grazie all’aumento della raccolta differenziata, all’esclusione di nuovi impianti di termovalorizzazione». Sempre il cda di Ama ha approvato il bilancio 2013 della municipalizzata che registra un utile di esercizio di 741mila euro. «Dal punto di vista patrimoniale - si legge in una nota di Ama - si è ridotto l’indebitamento verso il sistema bancario di 40 milioni di euro, in conformità con il piano di rientro, così come è diminuito l’indebitamento commerciale di 4 milioni di euro per effetto del miglioramento delle performance di incasso della tariffa rifiuti».

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