Tubercolosi, meningite e chissà quali altre malattie potranno ancora contrarre i nostri poliziotti impegnati nel fronteggiare decine di migliaia di migranti che da mesi, soprattutto da quando è partita l’operazione Mare Nostrum, sbarcano sulle nostre coste. L’ultimo caso è stato segnalato ieri e non si tratta più di positività al test della tbc (che non necessariamente significa malattia in atto). Lo specialista infettologo, infatti, ha spiegato al poliziotto che pur non avendo ancora contratto a tutti gli effetti la malattia, il suo organismo è stato «aggredito» dai batteri, aggiungendo che il suo fisico nel 90 per cento dei casi riesce a «resistere» evitando di ammalarsi, ma per il restante 10 per cento rimane a rischio, ragion per cui dovrà sottoporsi a una cura antibiotica. L’agente contagiato, un operatore del Gabinetto della Polizia scientifica di Ferrara che svolge regolarmente attività di fotosegnalamento, è stato a contatto, pochi giorni fa, con un gruppo di immigrati arrivati in città e sistemati in alcune strutture ricettive del ferrarese. Sottoposto nel mese di marzo al mantoux, esame propedeutico alla verifica sul contagio della tbc, era risultato negativo. Ma nei giorni scorsi, ripetendo il test, nell’organismo dell’agente sono stati riscontrati i batteri della tbc. Mandato immediatamente al locale centro malattie infettive, è stato esentato dal lavoro e avviato a un pesantissimo e debilitante ciclo di antibiotici di sei mesi. Per due anni, questo il tempo in cui la malattia si potrà sviluppare, l’agente dovrà rimanere sotto sorveglianza sanitaria. Positivi al test anche altri suoi due colleghi. In questi due casi, fortunatamente, l’infezione è stata neutralizzata in tempo. I sindacati della polizia continuano a lanciare i loro allarmi, giorno dopo giorno, ma nulla sembra cambiare. Anche in quest’ultimo caso sono emerse le stesse, identiche carenze e improvvisazioni registrate in situazioni analoghe: nessuna protezione efficace, mascherine di carta, guanti inadatti, controlli effettuati negli uffici immigrazione e della scientifica non «bonificati», dove le pulizie, in certi casi, vengono effettuate anche ogni 15 o 30 giorni per carenza di personale, tanto che spesso sono gli stessi agenti a pulire il proprio ufficio. Gianni Tonelli, segretario nazionale del Sap, che dopo il caso di meningite che ha colpito uno dei poliziotti impegnati in Mare Nostrum, ha denunciato la «sensazione di abbandono» percepita dagli agenti, di fronte al nuovo caso di tbc interviene duramente: «Il collega infettato - afferma - non è andato in Sicilia o in Puglia ad accogliere i migranti, ma è stato contagiato a Ferrara da persone smistate sul territorio nazionale. È la dimostrazione che il problema non riguarda più solo gli operatori ma l’intera comunità. Non lo dico per fare terrorismo mediatico, ma il problema è di salute pubblica, perché il cordone sanitario non esiste». Per Tonelli «se il governo vuole che Mare Nostrum vada avanti, trovi i fondi non solo per il Centro di accoglienza a quattro stelle di Mineo, ma anche per prevenire le malattie degli operatori». Ma il Sap va oltre: «La legge prevede che, per non incorrere in responsabilità penale - aggiunge Tonelli - tutti devono essere vaccinati preventivamente, quindi il governo deve creare le condizioni affinché questo sia possibile, altrimenti valuteremo cosa fare, non escludendo una denuncia penale se qualcuno, come i responsabili della nostra amministrazione, non dovessero intervenire spontaneamente».
Allarme immigrati. Un altro agente contagiato
Un poliziotto di Ferrara ha contratto i batteri della tubercolosi. Dovrà fare 6 mesi di antibiotici. La periferia est di Roma scoppia. Sei rifugiati su dieci finiscono qui
