L'incontro di preghiera in Vaticano per la pace in Terra Santa non è avvenuto invano. Parteciparono lo scorso giungno il presidente israeliano Peres e il leader palestinese Abu Mazen. Nel sesto giorno di bombardamenti i morti salgono a 165 e Papa Francesco, dopo l'Angelus in piazza San Pietro, rivolge un nuovo accorato appello per la pace. "Rivolgo a tutti voi un accorato appello a continuare a pregare con insistenza per la pace, alla luce dei tragici eventi degli ultimi giorni. Ho ancora nella memoria il vivo ricordo dell'incontro dell'8 giugno scorso con il Patriarca Bartolomeo, il Presidente Peres e il Presidente Abbas, insieme ai quali abbiamo invocato il dono della pace e ascoltato la chiamata a spezzare la spirale dell'odio e della violenza". "Qualcuno potrebbe pensare che tale incontro sia avvenuto invano. Invece no, - avverte Bergoglio -. La preghiera ci aiuta a non lasciarci vincere dal male né a rassegnarci a che la violenza e l'odio prendano il sopravvento sul dialogo e la riconciliazione". Da qui l'appello del Papa: "Esorto le parti interessate e tutti quanti hanno responsabilità politiche a livello locale e internazionale a non risparmiare la preghiera e alcuno sforzo per far cessare ogni ostilità e conseguire la pace desiderata per il bene di tutti. E invito tutti ad unirvi nella preghiera. Ora, Signore, aiutaci tu! Donaci tu la pace, insegnaci tu la pace, guidaci tu verso la pace. Apri i nostri occhi e i nostri cuori e donaci il coraggio di dire: "Mai più la guerra!". "Con la guerra tutto è distrutto!". Infondi in noi il coraggio di compiere gesti concreti per costruire la pace... Rendici disponibili ad ascoltare il grido dei nostri cittadini che ci chiedono di trasformare le nostre armi in strumenti di pace, le nostre paure in fiducia e le nostre tensioni in perdono". Mafia. "La nostra denuncia della mafia non sarà fatta una volta tanto ma sarà costante". Lo afferma Papa Francesco in un colloquio con Eugenio Scalfari pubblicato su Repubblica. Il pontefice assicura che mafia e pedofilia saranno "due principalissime questioni" per la Chiesa. "Alcuni sacerdoti - sottolinea - tendono a sorvolare sul fenomeno mafioso. Naturalmente condannano i singoli delitti, onorano le vittime, aiutano come possono le loro famiglie, ma la denuncia pubblica e costante della mafia è rara. Il primo grande Papa che la fece proprio parlando di quelle terre fu Wojtyla. Debbo dire che il suo discorso fu applaudito da una folla immensa". Ricordando quanto avvenuto alla processione di Oppido Mamertina, il Papa dichiara che "tutto questo sta cambiando e cambierà". Quanto alle donne legate alla mafia da vincoli di parentela" che "frequentano assiduamente le chiese dei loro paesi", Francesco si domanda: "pensano che Dio perdoni le orribili malefatte dei loro congiunti?". Celibato. Il problema del celibato esiste e verrà trovata una soluzione. "Il celibato fu stabilito nel X secolo, cioè 900 anni dopo la morte di nostro Signore -spiega il Pontefice - La Chiesa cattolica orientale ha facoltà fin d'ora che i suoi presbiteri si sposino. Il problema certamente esiste ma non è di grande entità. Ci vuole tempo ma le soluzioni ci sono e le troverò".
Terra Santa, appello del Papa: "Cessate il fuoco"
Bergoglio avverte: "Qualcuno potrebbe pensare che l'incontro con Peres e Abu Mazen sia avvenuto invano. Invece no"
