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Morto il ragazzino ferito da un cornicione

NAPOLI È morto Salvatore Giordano, il 14enne di Marano colpito nel tardo pomeriggio di sabato scorso da un pezzo di fregio decorativo di un cornicione dell'ingresso da via Toledo della Galleria...

NAPOLI È morto Salvatore Giordano, il 14enne di Marano colpito nel tardo pomeriggio di sabato scorso da un pezzo di fregio decorativo di un cornicione dell'ingresso da via Toledo della Galleria Umberto I di Napoli. Il ragazzo era in coma per lo schiacciamento del torace e il grave trauma cranico subito. Prima di essere colpito, Salvatore, accortosi del cedimento, aveva spinto il gruppo di amici con il quale stava conversando a spostarsi. La procura aveva già aperto un fasciolo di indagine, affidando ai carabinieri l'acquisizione di atti sulla proprietà e la manutenzione del sito e di immagini anche amatoriali sull'accaduto, chiedendo anche la collaborazione delle testate giornalistiche che avevano effettuato riprese del luogo dell'incidente. Due amministratori di immobili avevano anche consegnato documenti. La direzione sanitaria del Loreto Mare, dove Salvatore Giordano era ricoverato in Rianimazione, ha confermato il decesso per «arresto cardiaco». La famiglia del minorenne ha già nominato legali per seguire l'inchiesta, affidata dal pm Luigi Frunzio ai carabinieri, che dovrà accertare eventuali responsabilità, nella quale è stato acquisito anche un documento del 1886, una convenzione tra Comune di Napoli e impresa costruttrice del monumento che ingloba diversi condomini. Il fregio da cui è partito il crollo insiste su un vano sottotetto abbandonato. La parte sottostante del cornicione era già stata oggetto di distacchi dopo abbondanti piogge dei mesi scorsi e messa in sicurezza da una rete. Crolli e cedimenti si erano registrati anche in altri punti della Galleria. E un lungo corteo di parenti e amici è giunto poco dopo che la notizia si era diffusa all'ospedale. Nessuno ha voluto parlare, ma si percepiva la rabbia e la commozione. Il corpo senza vita del quattordicenne è stato portato nella sala mortuaria, dove è arrivato anche don Luigi Merola, le cui parole sono state accolte da un applauso da parte dei presenti. «Ho pregato tanto per la famiglia - ha spiegato il sacerdote - ora speriamo che si invididui il colpevole e si faccia giustizia. Ci sono sicuramente responsabilità da accertare». Molti coetanei di Salvatore hanno lasciato tra le lacrime il Loreto Mare dall'uscita posteriore. «L'Amministrazione comunale e la città di Napoli si stringono alla famiglia di Salvatore in questo momento drammatico - ha detto il sindaco Luigi de Magistris - Non esistono parole per una morte inaccettabile».

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