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Esplode fabbrica di fuochi. Tre morti

Distrutta la casamatta dell’azienda abruzzese "Paolelli", nella Marsica Quattro feriti all’ospedale di Avezzano. Interrotte le ricerche dei dispersi

TAGLIACOZZO Un boato terrificante, un fungo di fumo e in un istante tre vite sono state spazzate via. È successo a San Donato di Tagliacozzo, ieri, intorno alle 14,30. Per un raggio di decine di chilometri nella Marsica, da Avezzano al Fucino, fino a tutta l’area dei Piani Palentini, si è sentito distintamente un boato impressionante. A dieci, venti chilometri di distanza, i vetri e le mura delle abitazioni hanno tremato. San Donato e nelle altre vicine frazioni di Tagliacozzo, le finestre sono andate in frantumi. Tutti hanno pensato al terremoto, Invece no. Un’esplosione si era innescata nella fabbrica di fuochi artificiale Paolelli di San Donato, un’azienda premiata e nota per le sue produzioni d’avanguardia e per degli standard di sicurezza fra i più alti in Italia. E invece no. All’ora di pranzo qualcosa ha scatenato l’inferno a San Donato. Tre, quattro esplosioni di fila. Pezzi di muro in blocchetti di cemento e di tetti delle casematte dove c’erano gli esplosivi sono stati sparati a decine di metri. Pezzi sono stati ritrovati letteralmente conficcati nel terreno. Esplosivo infuocato, invece, ha raggiunto boschi e prati nelle vicinanze innescando almeno cinque incendi. L’avvallamento dove sorge la fabbrica di fuochi artificiali, o quel che ne resta, appare un teatro di guerra. Due tralicci dell’energia elettrica sono stati divelti, un casolare di campagna e una roulotte che sorgono di fronte alla fabbrica, sventrati dai blocchetti lanciati dalle casematte. Sul posto, subito dopo l’allerta dato dai residenti che hanno visto il fungo di fumo alzarsi dalla zona della Paolelli, si sono portati i Vigili del fuoco, la Forestale, la Protezione Civile, Volontari, Polizia, Carabinieri e una selva di ambulanze. Nel cielo, in pochi minuti, sono arrivati gli elicotteri dei Vigili e del 118. Dopo un rapido accertamento, quindi, sono stati portati via cinque feriti, un cittadino straniero e quattro italiani e, qualche minuto dopo,è stato trovato il primo corpo. Tre, sul momento, gli scomparsi dati per dispersi. Un’ora dopo, però, i Vigili hanno trovato un secondo corpo semicarbonizzato dando per certa una terza vittima poco distante. Una delle vittime, peraltro, sarebbe uno dei figli del titolare, Valerio di 33 anni. Con lui sarebbe deceduto un operaio originario della Provincia di Rieti, Antonio Morsani, detto Tonino, di 47 anni, e Antonello D’Ambrosio, 31 anni di Cappadocia. Per quanto riguarda i due corpi già trovati, infine, la causa del decesso è stata attribuita esclusivamente alle conseguenze dell’esplosione con l’esposizione dei corpi alle fiamme sprigionatesi dalle casematte. L’avvallamento dove sorge la Paolelli, al momento, è ridotto ad un cratere fumante dal quale ogni tanto provengono altre sordi esplosioni e si sente un odore fortissimo di polvere da sparo mista a plastica e carta bruciata. Il Procuratore di Avezzano, Maurizio Cerrato, ha incaricato il maggiore Minervini, degli Artificieri dell’Esercito, di compiere gli esami peritali ed ha proceduto a fissare per questa mattina un sopralluogo sul posto dell’esplosione. Area che, però, resterà interdetta e sequestrata perché valutata altamente pericolosa. Un’inchiesta che il Procuratore ha definito «Lunga e molto complessa da portare avanti». Cinque, come dicevamo, le persone portate in ospedale. Si tratterebbe di due esponenti della famiglia Paolelli ed altre tre persone che si trovavano nella fabbrica: Aurelio Chiariello, di Catania, Onofrio Pasquariello, di Napoli, e l’algerino Kedhia Sofiane, che sono stati tutti ricoverati nell’ospedale ad Avezzano. Uno di essi verserebbe anche in condizioni piuttosto gravi. Impossibile parlare con i sopravvissuti alla tragedia e con i titolari dell’azienda. Tutti sotto shock e con il dolore e l’incredulità negli occhi. A parlare è il legale dei Paolelli, l’avvocato Cesidio Di Salvatore: «Vedrò appena possibile il magistrato. È primario interesse della famiglia Paolelli capire cosa ha procurato una tragedia così grave e che li ha colpiti così duramente». Una tragedia familiare, di lavoro e di una piccola comunità traumatizzata da tanto dolore.

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