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E il giro di vite del governo è ai preliminari

Dopo il vertice al Viminale nessuna nuova convocazione dei club. Allo studio lo stop alle trasferte

I tempi della politica e quelli degli ultras sono molto diversi. Mentre da una parte sono già iniziate le vendette incrociate dopo l’uccisione a colpi di pistola del tifoso napoletano Ciro Esposito prima della finale di Coppa Italia a Roma, il giro di vite del governo con Daspo di gruppo, interdizione a vita dagli stadi e trasferte vietate, è agli incontri preliminari. Ancora non c’è, infatti, una nuova convocazione dopo il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicato alla sicurezza per le manifestazioni sportive di giovedì scorso al Viminale. Chiara la linea emersa nel vertice tenuto dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano, con i vertici nazionali delle Forze dell’ordine, delle Agenzie di informazione e sicurezza, della Difesa e i rappresentanti dello sport italiano: «estrema durezza nei confronti di quei violenti che rovinano il calcio e la sua immagine». Meno i chiari i tempi in cui i propositi si trasformeranno in legge. Una cosa sembra certa, il decreto allo studio del governo non sarebbe una rivoluzione di sistema ma un pacchetto di misure repressive che si basa su norme esistenti. La lunghezza massima del Daspo, introdotto dopo un altro caso eclatante come l’omicidio del commissario Raciti, sarà estesa da 5 a 8 anni ma per i recidivi verrà introdotta l’interdizione a vita delle manifestazioni sportive. La misura più controversa è quella del Daspo collettivo, un provvedimento «di gruppo» ideato, tra l’altro, per colpire interi settori all’interno degli impianti sportivi. Uno strumento normativo che sarebbe facilitato nella sua efficacia dalla divisione dei settori degli stadi in quadranti e dall’implementazione della vendita online dei biglietti chieste ai club durante la «task force» sulla sicurezza. Gli incidenti più gravi degli ultimi anni, compresi gli scontri che hanno portato all’uccisione di Ciro Esposito per mano, secondo l’accusa, del tifoso romanista Daniele De Santis, sono avvenuti però all’esterno degli stadi. L’altro asso nella manica del Viminale è pertanto il divieto di trasferta anche se ancora non si è raggiunta un’intesa sulle modalità di attuazione. Per Alfano andrebbero stoppate tutte le trasferte per almeno due stagioni anche se tra i vertici delle forze dell’ordine si propenderebbe per valutare di caso in caso. Ad ogni modo, nel pacchetto del governo ci saranno provvedimenti ad hoc per evitare gli «incroci pericolosi». Divieto dunque per alcune trasferte a Roma e a Napoli e comunque per tutte le gare ritenute di rischio 3 dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive. Tra le ipotesi al vaglio anche la possibilità di imporre l’entrata allo stadio diverse ore prima del fischio d’inizio nelle partite a massimo rischio sicurezza. Le società rappresentate dai presidenti di Lega Maurizio Beretta, Andrea Abodi, Mario Macalli e Carlo Tavecchio aspettano. Dal canto loro dovranno dare seguito agli impegni presi nella task-force per la sicurezza sportiva come la formazione degli steward e il potenziamento della videosorveglianza, altro strumento fondamentale per far scattare l’arresto in flagranza differita o le nuove forme del Daspo. Il tempo passa. Per alcuni più velocemente.

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