A pagare il prezzo più caro dell’abusivismo sono, senza dubbio, i commercianti. Quelli di Ostia, che già due settimane fa organizzarono un funerale simbolico per protestare contro la pedonalizzazione del lungomare, sono gli stessi che con le braccia incrociate e l’espressione sconsolata, sorridono amaramente quando gli si chiede come facciano a tollerare i banchi sistemati sui marciapiedi di fronte alle loro vetrine, di fatto invisibili. «È una situazione assurda – spiega un negoziante - di rado in occasione di qualche controllo, si muovono come cavallette da una parte all’altra per evitare di farsi sorprendere dai vigili, ma non cambia mai nulla e noi ci ritroviamo con l’ambulante sistemato con la sua merce davanti alle nostre attività, impunito e onnipresente». «Abusivi a parte, che tanto al massimo rischiano un fermo di 24 ore e il sequestro delle poche cose che hanno, esiste il problema dei banchi sistemati sui marciapiedi con i furgoni parcheggiati in strada – aggiunge Luca Capobianco, presidente Ascom - autorizzati per sostare a rotazione nei pressi del mercato, ma di fatto non controllati». Già, autorizzati. Ma come si può legalizzare uno stand su un marciapiede, con relativo mezzo in sosta sulla carreggiata, che per giunta vende la stessa merce esposta nei negozi della stessa via? Mistero. «Ho un armadio pieno di esposti presentati in merito – continua Capobianco – ma è una problematica della quale non si viene a capo. I controlli vengono fatti a spot, mentre servirebbe una pattuglia fissa per evitare che i banchi ormai autorizzati quanto meno rispettino gli spazi assegnati. A noi commercianti ci fanno le pulci, ogni giorno, ma per gli abusivi mancano le risorse. Per presidiare i varchi della pedonalizzazione finta del lungomare i vigili, però, non mancano mai». Proprio ieri, di abusivismo, ha parlato anche il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro nel corso del VI congresso della Uil di Roma e del Lazio, all’hotel Crowne Plaza: «L'abusivismo determina un danno al commercio e ai lavoratori del settore – ha detto - e in collaborazione con la Polizia locale abbiamo fatto numerosi interventi. Dal primo gennaio di quest’anno sono 15 milioni i pezzi sequestrati, tant’è che abbiamo chiesto un deposito al sindaco e siamo in attesa di ottenerlo dal ministero della Difesa a cui si è rivolto il Comune. Noi interveniamo, li allontaniamo, qualcuno viene arrestato, ma quanti ce ne sono che possono prendere il loro posto? A Roma solo ieri – prosegue il prefetto - abbiamo dovuto accogliere altre 200 persone, altrettante ne sono arrivate la settimana scorsa e prevediamo di dare accoglienza nei prossimi giorni attorno a un migliaio di persone».
Il prefetto Pecoraro arruola l’Esercito
A pagare il prezzo più caro dell’abusivismo sono, senza dubbio, i commercianti. Quelli di Ostia, che già due settimane fa organizzarono un funerale simbolico per protestare contro la...