GIOIA TAURO I gas tossici e le armi chimiche della Siria prelevati dalla nave danese Ark Futura sono stati spostati ieri sull’americana Cape Ray nel porto di Gioia Tauro. Il trasbordo è avvenuto al ritmo relativamente veloce di sei-sette container l’'ora. Terminate le operazioni del trasferimento dei fusti pieni di reagenti chimici, l'Arpacal, l’Agenzia regionale per l’ambiente della Calabria, effettuerà una serie di analisi delle acque antistanti il porto per valutarne se siano o meno state contaminate da sostanze tossiche. Le armi chimiche, dopo un procedimento di nutralizzazione che avverrà a bordo della nave statunitense, verranno sepolte nel Mediterraneo nelle acque internazionali tra Italia, Grecia e Malta. «Se il porto di Gioia Tauro ha dimostrato di essere un'eccellenza, non serve solo per conquistare un baluardo internazionale e affermare che il Governo italiano ha risolto un problema», ha dichiarato il presidente della Provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa. «Con il trasbordo del materiale chimico l'Italia ha dato un contributo determinante al disarmo della Siria», ha aggiunto il ministro degli Esteri Federica Mogherini. «L'Italia ha reso possibile, nella massima sicurezza e nel pieno rispetto delle più rigide regole di tutela ambientale, un passaggio chiave nel processo di distruzione dell'arsenale chimico siriano». «Come calabresi ci siamo accollati un grande rischio dimostrando di essere all'altezza della situazione», ha affermato il presidente di Confindustria Reggio Calabria Andrea Cuzzo. «Ora chiediamo che il Governo istituisca la zona economica speciale nell'area che circonda il porto per rilanciare l’economia. «Auspichiamo che ciòavvenga nel semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea».
Armi chimiche della Siria caricate sulla nave Usa
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