Attualità

Yara, smontate le auto di Bossetti a caccia di prove

Hanno preso il via ieri gli esami irripetibili sulle vetture di Massimo Giuseppe Bossetti. I carabinieri del Ris di Parma, alla presenza dei consulenti della difesa del presunto assassino di Yara...

Hanno preso il via ieri gli esami irripetibili sulle vetture di Massimo Giuseppe Bossetti. I carabinieri del Ris di Parma, alla presenza dei consulenti della difesa del presunto assassino di Yara Gambirasio, hanno infatti iniziato a esaminare la Volvo V40 e il furgone di colore celestino del muratore accusato di aver accoltellato otto volte la tredicenne scomparsa il 26 novembre del 2010 da Brembate di Sopra e ritrovata senza vita il 27 febbraio del 2011 a Chignolo d’Isola. «L’importante è che deve passare il messaggio che nulla verrà lasciato al caso, qualsiasi minima traccia che sarà trovata nelle vetture di Bossetti sarà esaminata con attenzione», ha detto ieri mattina il perito davanti agli uffici del Ris prima che cominciassero gli accertamenti scientifici. I risultati degli elementi andranno ad affiancare gli indizi nei confronti del 44enne carpentiere e si uniranno all’analisi di quanto sequestrato nell’abitazione di Mapello e nel garage e nella rimessa nascosta dietro casa dell’indagato. In particolare, l’attenzione dei carabinieri si focalizzerà sul furgone: uno simile è stato inquadrato da una telecamera di una banca in un orario compatibile con la scomparsa della 13enne di Brembate di Sopra, e anche su due coltelli trovati tra gli attrezzi di Bossetti. Non solo. Gli accertamenti saranno svolti anche sugli abiti sequestrati in casa di Bossetti, tra i quali alcuni che l’uomo non indossava da tempo. «Prendendo le mosse da quello che ci dice il nostro cliente, ossia che è innocente e che ha intenzione di dimostrarlo - ha detto il legale di Bossetti, l’avvocato Claudio Salvigni - noi preferiamo che tutte le nostre carte vengano giocate in un futuro dibattimento e che quindi arrivino a questo giudice senza un preventivo vaglio di un altro giudice, quindi con già una sorta di "bollino". Bossetti ha dichiarato la sua innocenza fin dall’inizio, continua a farlo, non desidera scorciatoie processuali». E ancora: «Dalle perizie sembrerebbe che la povera Yara sia morta per cause sopraggiunte, quindi anche tecnicamente ci sono strade che possono scongiurare la pena più grave. Ma nell’ottica di raggiungere la verità vera è chiaro che dobbiamo intraprendere la strada più lunga e difficile. Bossetti vuole dimostrare la propria innocenza».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.