Il cellulare nella borsetta, bollente per le continue telefonate dei clienti. Le fialette di cocaina trovate nella cameretta da 14enne, dietro le bambole e sotto il poster di Britney Spears. Bambine divenute donne troppo presto. Baby squillo per comprare «vestiti, sigarette, tutto quello che vedevo nelle vetrine dei negozi». Sono le verità agghiaccianti di due giovanissime liceali finite nel tritacarne della prostituzione minorile. Storie d’inconfessabile squallore, su cui hanno marciato i "papponi" Mirko Ieni e Nunzio Pizzacalla, pronti ad accontentare i gusti di clienti senza scrupolo, disposti a spendere fino a 300 euro per fare sesso con ragazzine dell’età delle loro figlie nell’appartamento della vergogna in via Parioli. Tutti fatti cristallizzati negli atti giudiziari della Procura della Repubblica di Roma e ritenuti genuini dal Tribunale. Sono state le due baby squillo a scoperchiare il vaso di Pandora: «La prima volta mi sono messa a piangere - ha raccontato una delle due - con un uomo di 40 anni, il primo cliente». Ha spiegato al procuratore aggiunto Maria Monteleone che «la mia amica più grande mi ha insegnato tutto: cominciava con un po’ di preliminari e poi io vedevo un po’ come andava fatto l’incontro. Piano piano ho imparato pure io», perché in fin dei conti «il fatto che io mi prostituivo secondo me non è grave». Tutto comincia con una ricerca su internet: «Soldi facili». Racconta una delle due ragazzine che «ho risposto a un annuncio. Da lì, tramite chat, è arrivato il contatto con Pizzacalla e poi con Ieni. So che Pizzacalla è venuto due volte a Roma per incontrarmi ma mi sono rifiutata. Ieni, invece, sapeva tutto di me, anche se alla fine mi ero creata un giro di clienti miei e a lui davo pochi soldi». Ragazzine traviate, intaccate nella loro giovinezza da sms vergognosi dei clienti: «Non dormo, sto sempre con una…tu mi piaci e poi mmm…hai amiche giovani? Io adoro le Lolite…infatti rosico che non abbiamo giocato». O ancora, un messaggino in cui un uomo afferma che «il mio amico ha apprezzato molto, già voleva invitarvi in viaggio a Ponza ma per il weekend». Poi c’è Ieni, il "pappone". L’uomo che cerca di sfruttare la raggiunta «spregiudicatezza» di entrambe per i continui contatti con uomini adulti, nel tentativo di rimpallare le sue responsabilità: «Alle tre, quattro di notte, in situazioni assurde, le trovi con cannucce al naso (per la cocaina, ndr)». Già, la droga, la stessa che veniva usata per pagare le prestazioni sessuali: 3-4 grammi al posto di 200-300 euro. Stupefacente che assumevano nell’indifferenza della madre di una delle due, finita anche lei nel processo e condannata: «Sapeva quello che facevo e quello che faceva la figlia, ossia che ci prostituivamo». Il motivo? La "paghetta" che riceveva dalla figlia: «Le ho dato 100 euro al giorno per quattro giorni e poi per una settimana gli ho dato 50 euro…lei li prendeva». Le intercettazioni, poi, chiudono il cerchio sul ruolo della madre: «Senti un po’…ma tu che fai? Non te movi oggi?», dice la donna il 7 ottobre scorso alla figlia. «No mà, perché sto male». «E come facciamo? – incalza la madre – Perché io sto a corto (di soldi, ndr). Dobbiamo recuperà». Due «minori senza una «maturità sessuale e psichica» tale da poter «operare scelte consapevoli», quindi «sfruttate». Ma ugualmente «spregiudicate, libere, determinate nel raggiungimento dei loro scopi, alla ricerca di sensazioni forti, desiderose di beni costosi e disposte a tutto pur di averli, bisognose di soddisfare la sete di apparire grandi, di essere desiderate, di eccitare, di essere belle e anticonformiste» ha sottolineato il Tribunale del Riesame di Roma. Ora, dunque, non resta che attendere la chiusura dell’ultimo filone d’indagine dedicato alle due baby squillo, quello in cui sono finiti importanti uomini d’affari, come Mauro Floriani, il marito dell’eurodeputata Alessandra Mussolini, e altri vip. Un giro di clienti facoltosi che avrebbe sborsato grosse somme per incontrare entrambe le ragazzine, accontentando i propri desideri morbosi di possedere una minore indifesa.
Sesso a domicilio e festini coi vip Così agivano le lolite dei Parioli
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