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Nei boschi del Partenio dove vola lo sparviero

Il verde di castagneti e faggeti a perdita d’occhio su ogni altopiano, il profumo di corbezzolo e piante officinali sulle rupi assolate, il ticchettio del picchio rosso (che non sempre annuncia la...

Il verde di castagneti e faggeti a perdita d’occhio su ogni altopiano, il profumo di corbezzolo e piante officinali sulle rupi assolate, il ticchettio del picchio rosso (che non sempre annuncia la pioggia) o il volo dello sparviero sulle alture. Colori, profumi, rumori del Parco del Partenio, il polmone verde della Campania, d’origine carsica e ricchissimo di grotte, doline e corsi d’acqua sotterranea, che si estende per 15.600 ettari e comprende 22 comuni nelle province di Avellino, Benevento, Caserta e Napoli. La dorsale dei monti del Partenio sovrasta il parco, una forma allungata che corre per 25 km, raggiunge la massima altezza nelle vette di Montevergine e dei Monti di Avella, scende giù portando a valle le acque sorgive e si dilata nelle Valli Caudina e del Sabato. È in quest’area che s’insediarono due rami del popolo sannita: i Caudini e gli Hirpini. E nel territorio del Parco ci fu la sconfitta dei Romani ad opera dei Sanniti con le famose Forche Caudine, quando i primi furono umiliati e costretti a passare sotto il giogo delle lance sannite. Avventurandosi sui sentieri si possono ammirare magnifici panorami dalle vette di Montevergine, del Vallatrone, di Toppola grande e Ciesco Alto sul Golfo di Napoli, su Avellino e sulla Pianura Nolana. Ci si inoltra in boschi di lecci, querce, castagni ma non mancano prati e coltivazioni arboree utilizzate per i pascoli. A caratterizzare la biodiversità della zona tante specie di fiori tra i quali prevale il giglio Martagone, simbolo del parco, il garofano selvatico e la viola tricolore. Inoltre ci sono molte piante medicamentose endemiche prima fra tutte l’Anthemis quella che i monaci benedettini di Montevergine macerano in alcol per preparare il liquore con lo stesso nome. Tra i luoghi di interesse storico e culturale che valgono la visita, il Santuario di Montevergine, l’Anfiteatro di Avella, il Castello Medievale di Cervinara, la Torre Angioina di Summonte. La vista e il gusto si ricreano, invece, con i ricchi prodotti di questa terra, il tartufo nero, le nocciole e gli asparagi.

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