Non sono si sono ancora concluse le analisi sui frammenti di peli e capelli ritrovati dagli inquirenti sul corpo senza vita della piccola Yara Gambirasio. La smentita alle affermazioni del Fabio Buzzi, responsabile dell'unità operativa di medicina legale e scienze forensi dell’università di Pavia – che ieri aveva detto che le analisi sui capelli avevano confermato il medesimo codice genetico di "Ignoto 1" – arrivano direttamente dal perito nominato dalla procura di Bergamo (che dirige il settore universitario in cui si effettuano gli esami sui campioni di materiale organico), Carlo Previederè che ha dichiarato di lavorare in un team che non prevede al suo interno la figura di Buzzi. La relazione a cura degli scienziati pavesi, che con il loro lavoro hanno costruito le fondamenta su cui gli inquirenti hanno potuto tracciare l’identikit del presunto assassino, sarà consegnata nei prossimi giorni agli inquirenti, che dal canto loro hanno ribadito come Buzzi non faccia parte dell’equipe che segue il caso. Perde colpi così la nuova prova che, se confermata, avrebbe costituito un nuovo macigno sulla testa di Massimo Daniele Bossetti, l’operaio di Mapello accusato di avere ucciso la giovane ginnasta. Ad incastrarlo la coincidenza praticamente perfetta tra le tracce di sangue rinvenute sugli indumenti intimi di Yara Gambirasio e quelli che i procuratori hanno chiamato per anni «ignoto 1». Bossetti intanto continua a professarsi innocente, e i suoi legali, gli avvocati Gazzetti e Salvagni (che sempre nella giornata di ieri avevano preso posizioni dure sulle notizie che si erano accavallate nel corso delle ore) stanno preparando il ricorso al tribunale del riesame che sarà consegnato lunedì, ultimo giorno utile prima della scadenza dei termini. «Bossetti è provato dal regime carcerario – dice al telefono Salvagni – e continua a dire di se stesso che è completamente innocente rispetto a quanto gli viene imputato. Noi pensiamo di avere delle buone carte da giocarci. Attendiamo il verdetto del riesame». Due giorni fa Massimo Giuseppe Bossettiha visto la moglie e i suoi avvocati all'interno del carcere di Bergamo.
I peli sul corpo di Yara non sono di Bossetti
Il perito della Procura smentisce Buzzi
