SAN FRANCISCO Il Consiglio direttivo del Golden Gate Bridge si riunisce per decidere se dare il via libera allo stanziamento di 76 milioni di dollari per l'installazione di reti di protezione sul ponte. Dalla sua apertura nel 1937, il Golden Gate è infatti stato teatro di oltre 1.400 suicidi. Solo l'anno scorso le persone che si sono tolte la vita saltando dal ponte sono state 46, cifra record. Nel 2012 si suicidò in questo modo anche Tony Scott, regista di film come «Top Gun» e fratello di Ridley Scott. «Il voto è cruciale, incrociamo le dita affinché la rete venga finalmente costruita», ha detto Paul Muller, uno dei fondatori della Bridge Rail Foundation, ente no-profit il cui obiettivo è impedire i suicidi sul ponte. «È un grande passo», ha aggiunto. Nel 2008 il Consiglio aveva approvato l'installazione di una rete in acciaio inossidabile, respingendo altre soluzioni come l'innalzamento dei parapetti per lasciare immutato l'aspetto del ponte. Due anni dopo è stata completata la valutazione sull'impatto ambientale della rete, che si estenderebbe per sei metri a ogni lato del Golden Gate. Da allora il nodo da sciogliere è stato quello dei finanziamenti. Nel 2012 il presidente Obama ha firmato una legge che permette lo stanziamento di fondi federali per la costruzione di reti e barriere di sicurezza sui ponti, decisione che ha rimosso un grande ostacolo alla realizzazione delle protezioni sul Golden Gate con uno stanziamento di 49 milioni di dollari da fondi federali.
Sul Golden Gate barriere anti-suicidi
SAN FRANCISCO Il Consiglio direttivo del Golden Gate Bridge si riunisce per decidere se dare il via libera allo stanziamento di 76 milioni di dollari per l'installazione di reti di protezione sul...
