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Mare Nostrum e Tbc, i 10 poliziotti contagiosi a metà

«È assolutamente escluso per tutti e dieci i dipendenti il rischio di contagiare terzi». Mare Nostrum e l’allarme Tbc tra i nostri poliziotti, che si recano volontariamente a dare una mano e il...

«È assolutamente escluso per tutti e dieci i dipendenti il rischio di contagiare terzi». Mare Nostrum e l’allarme Tbc tra i nostri poliziotti, che si recano volontariamente a dare una mano e il cuore nelle coste di sbarco, continua a tenere banco. A parlare, stavolta, è l’Amministrazione che, attraverso l’Ufficio relazioni esterne di piazza del Viminale, torna sull’argomento tubercolosi, con precisazioni rassicuranti, dopo la notizia pubblicata ieri su Il Tempo su 10 poliziotti contagiati durante l’operazione "Mare nostrum". «Nessuno dei poliziotti in questione - si puntualizza in una nota - risulta contagiato o affetto, allo stato attuale, da tbc. I 10 casi segnalati presentano in realtà, una positività al test della tubercolina. Questa positività - precisa la nota del ministero - in 9 casi può farsi risalire ad epoca precedente l’espletamento del servizio, verosimilmente anche in età infantile. Solo per un caso - si spiega - la cutipositività, rilevata successivamente, ha richiesto accertamenti clinici di secondo livello che hanno escluso la presenza di una malattia in atto». In ogni caso, è la conclusione «è assolutamente escluso per tutti e dieci i dipendenti il rischio di contagiare terzi». A sollevare il caso, dopo l’ufficializzazione del numero dei 10 poliziotti risultati positivi al test tra i 580 controlli era stato il sindacato Consap che aveva puntato l’accento anche sull’equipaggiamento in dotazione agli agenti di polizia. In particolare sulle mascherine «senza filtri di carbonio», «diverse» da quelle usate per riparare naso e bocche dei militari impegnati nell’operazione Mare Nostrum. Lo stesso sindacato attraverso il segretario generale Giorgio Innocenzi aveva posto l’accento sulle conseguenze delle "visite-lampo" agli immigrati, con un caso limite di un solo medico per 1300 stranieri registrato, che rappresenterebbero una potenziale insidia per i poliziotti durante i trasbordi. «Si registrano casi di positività soprattutto tra il personale incaricato del trasporto dei profughi e del controllo presso i Cie - aveva denunciato la Consap - E, questo perché appare assolutamente insufficiente il controllo medico a bordo della navi, basti pensare che pochi giorni fa è toccato ad un solo medico militare controllare in due ore e mezza 1300 immigrati, con una media di sette secondi a visita, poi sarà questa cartella clinica a far fede sul rischio infettivo». Nei primi sei mesi del 2014 sono approdati 60mila immigrati, un numero decuplicato rispetto allo stesso perioso dell’anno scorso, quando dai barconi scesero solo 6mila disperati. L’altro ieri il ministero ha illustrato ai sindacati un nuovo protocollo operativo, con il quale sono stati innalzati i livelli di informazione preventiva ai volontari, di profilassi e di rilevamento.

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