«Il ristorante in cui lavoravo ha deciso di chiudere. Avevo 39 anni e non riuscivo trovare un altro posto: tutti cercavano solo apprendisti. Ho visto sul web che all’estero c’era questa figura, lo chef a domicilio. Era il 2009. Ho fatto un sito, poi un account Facebook. Ed è cominciata la mia seconda vita. Anzi la terza». E infatti prima del colpo di fulmine con la cucina Fabrizio Gabetti faceva l’agente immobiliare. Un’abilità, quella del venditore, che è un ingrediente fondamentale della sua attività che ruota intorno al sito cuocodomicilioroma.com . Ma cosa fa uno chef itinerante? «Dalla cena romantica alle serate a tema tra amici - racconta Fabrizio - . Si spende meno che al ristorante con vini e ingredienti selezionati e il confort di casa propria. Arrivo con il trolley pieno di padelle e utensili, ci metto anche la friggitrice, e alla fine lascio tutto pulito con i piatti nella lavastoviglie. E poi gli avanzi rimangono in frigo per i giorni successivi. Meglio di così...». Un piacere per i clienti, una soddisfazione professionale per il cuoco. «Certo, guadagno meglio di quando ero dipendente, ma la gioia vera me la dà curare ogni dettaglio del lavoro. Anche se l’applauso a fine cena ancora mi fa arrossire. Come menù c’è l’imbarazzo della scelta. Carne, pesce, vegetariano, senza glutine. Faccio anche il sushi. La richiesta più strana? A un cena per la festa della donna mi hanno chiesto di cucinare a torso nudo».
«Che soddisfazione cucinare a casa vostra»
«Il ristorante in cui lavoravo ha deciso di chiudere. Avevo 39 anni e non riuscivo trovare un altro posto: tutti cercavano solo apprendisti. Ho visto sul web che all’estero c’era questa figura, lo...
