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Yara, la moglie di Bossetti: "È innocente, ha chiarito tutto"

La donna è stata ascoltata nuovamente ieri dagli inquirenti e ha ribadito la sua verità sul padre dei suoi tre figli

BERGAMO «Mi fido di mio marito, gli credo, se dice che è innocente è vero, non dubito delle sue parole». Marita Comi, la moglie di Massimo Giuseppe Bossetti, ha confermato un'altra volta la fiducia nell'uomo che le ha dato tre figli e ora si trova in carcere perché considerato l'assassino di Yara Gambirasio. La donna ha ripetuto di credere nel coniuge ieri davanti ai carabinieri che l'hanno ascoltata un'altra volta. «Non ci possono essere dubbi sulle sue parole , ha chiarito tutto». Intanto, alla luce della scelta della procura di Bergamo di seguire il rito immediato, l'avvocato della famiglia Gambirasio è intenzionata «a costituirsi parte civile nel processo contro il presunto assassino», ha dichiarato Enrico Pelillo, che segue la vicenda dai primi giorni, quando si persero le tracce della piccola ginnasta. È anche certo del fatto che le prove raccolte dagli inquirenti che, dopo quattro anni di indagini sono riusciti a risalire all'identita' di «ignoto1», hanno in mano elementi sufficienti a chiudere il cerchio definitivamente sul giallo che ha sconvolto le piccole comunità della Val Brembana. «I miei clienti - dice ancora Pelillo - stanno attendendo la decisione degli inquirenti sulla possibilità di un processo immediato, ma sono fiduciosi che a breve potranno finalmente mettere una pietra sopra questa vicenda terribile che li ha distrutti». Intanto Massimo Giuseppe Bossetti, si è ripreso dal leggero malore di cui è stato vittima sabato ed è ancora recluso in regime di isolamento nel carcere di Bergamo. Sua madre, la donna che avrebbe avuto una relazione extraconiugale con Giuseppe Guerinoni, non ha ancora presentato richiesta di incontrarlo e continua a negare il fatto che il muratore di 44 anni sia il frutto di una relazione adultera intrapresa alla fine degli anni '60. «La mia cliente - dice l'avvocato Benedetto Bonomo - è sconvolta da quanto sta succedendo ed è convinta dell'assoluta innocenza del proprio figlio, ma per ora non possiamo dire molto altro perché non essendo la mia assistita indagata, non abbiamo potuto prendere visione degli atti dell'indagine». Infine, dopo le parole del parroco di Brembate di Sopra don Corinno Scotti che due giorni fa, durante la messa aveva detto di augurasi che l'assassino della piccola Yara non fosse Bossetti «perché queste cose le fanno i criminali e lui invece è padre di tre figli», ieri don Claudio Luccini, il parroco di Mapello, il paesino di 500 abitanti dove abita il presunto assassino ha dichiarato che «se è nel peccato auspico che si apra al pentimento, se invece è un perseguitato, spero che sia paziente, in ogni caso, nell'una o nell'altra situazione, sappia che il Signore gli sta vicino». Don Claudio conosce la moglie, Marita Comi, i tre figli e la suocera, la signora Adalgisa, anziana e vedova da dieci anni. Il parroco di loro dice che «sono increduli e sgomenti».

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