Si erano aggravate le condizioni di Ciro Esposito, il tifoso napoletano gravemente ferito il 3 maggio a colpi di pistola a Roma prima della partita di Coppa Italia Napoli-Fiorentina. Già sottoposto a diversi interventi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa LaPresse il ragazzo "è morto nel primo pomeriggio". Ma dalla famiglia smentiscono: "Non è morto, anche se in coma profondo il suo cuore batte ancora". Il tifoso ricoverato nella terapia intensiva del Policlinico Gemelli di Roma, è stato operato l'ultima volta martedì scorso ed è stato sottoposto a dialisi, nutrizione artificiale e a supporto ventilatorio parziale. Considerate molto gravi sin dal primo giorno, le sue condizioni sono peggiorate improvvisamente nella notte. La notizia è giunta veloce via Facebook a Napoli anche grazie ai gruppi sul social network a lui dedicati, in particolare quello intitolato “Ciro non mollare”. Da quella pagina si apprende che i medici del Gemelli hanno chiamato i parenti al capezzale del ragazzo. Sempre su Facebook, lo zio Giuseppe Esposito ha messo in evidenza un post: "Cari amici, adesso più che mai Ciro ha bisogno delle vostre preghiere". "La situazione di Ciro è disperata. È tenuto in vita dai macchinari. Preghiamo e speriamo in un miracolo" fa sapere l'avvocato Sergio Pisani, legale di Ciro Esposito. "Nella vicenda relativa ai fatti di Tor di Quinto il vero fallimento è quello dello Stato - ha aggiunto Pisani - Sono morte le Istituzioni che non hanno voluto rispondere a questo attacco criminale. Se a sparare fosse stato un napoletano, ci sarebbe stata la strumentazione della vicenda e invece noi abbiamo dato dimostrazione di dignità. Le istituzioni hanno fallito nella mancata risposta all'agguato, nell'organizzazione della finale di Coppa Italia, quando nella Capitale sono apparse scritte ignobili senza preoccuparsi di cancellarle. La città di Napoli deve unirsi per portare avanti una battaglia di civiltà". Intanto al suo capezzale i familiari di Ciro, tra i quali la madre, che ha detto: "Rimarrò con lui fino alla fine". Per la sparatoria del 3 maggio è stato arrestato l'ultrà romanista Daniele De Santis. Esposito lavorava nell'autolavaggio di famiglia insieme ai fratelli Pasquale e Michele. Uno dei suoi zii, sindacalista Fiom in pensione, Vincenzo Esposito, aveva anche aperto un sito per dimostrare l'estraneità del nipote (che fu piantonato in ospedale con l'accusa di rissa aggravata) e dei suoi amici a quanto accaduto a Tor di Quinto. I familiari di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso nel novembre 2007 da un colpo di pistola sparato da un agente di polizia in un autogrill dell'autostrada A1, sono arrivati al Policlinico Gemelli di Roma per fare visita a Ciro Esposito, il tifoso del Napoli che versa in fin di vita perché gravemente ferito prima della finale di Coppa Italia. Giorgio e Cristiano Sandri, padre e fratello del tifoso laziale, hanno voluto incontrare i genitori di Ciro Esposito, Giovanni e Antonella, all'interno del centro di rianimazione dove il giovane è ricoverato. A quanto si apprende è atteso anche l'arrivo del sindaco di Roma, Ignazio Marino. Si temono raid dei tifosi. "Nessuno si azzardi ad usare il nome di mio nipote per compiere altre violenze". Questo il messaggio della famiglia di Ciro Esposito, il tifoso del Napoli in fin di vita al policlinico Gemelli di Roma, affidato alle parole dello zio Enzo. "Noi vogliamo solo giustizia - ha aggiunto - e che De Santis (l'ultrà della Roma accusato di aver sparato i colpi che hanno ferito Esposito) paghi qualora venga riconosciuto colpevole". Lo zio del tifoso napoletano si rivolge al premier Matteo Renzi. "Noi vogliamo che vengano rimossi prefetto e questore e, visto che il ministro dell'Interno non ha ritenuto di dover intervenire, mi rivolgo al presidente del Consiglio: Renzi deve fare il primo passo e mandare a casa chi ha ridotto mio nipote in questo stato". Secondo il familiare di Ciro Esposito, il giovane versa in queste condizioni "per due fattori: negligenza nella gestione dell'ordine pubblico e la colpa di un fascista che ha sparato". Enzo Esposito attacca anche il sindaco di Roma, Ignazio Marino, che "ha dimostrato tutto il suo squallore umano: è venuto al policlinico per un evento e non ha ritenuto di doversi informare delle condizioni di Ciro o di fare visita ai suoi familiari".
Spari all'Olimpico, Ciro Esposito in coma irreversibile
Il tifoso napoletano ricoverato al Gemelli: era rimasto ferito a Roma il 3 maggio durante i tafferugli scoppiati prima della finale di Coppa Italia. Le sue condizioni si sono aggravate nella notte
