L’insostenibile inutilità della terza prova scritta dell’Esame di Stato. Di questo (e altro) disquisvano molti dei 490 mila maturandi ieri mattina all’uscita dai loro istituti. La terza prova scritta, nelle diverse sfaccettature, resta la bestia nera della maturità per via della sua evanescenza e imprevedibilità. Tanti studenti hanno lamentato il fatto che alcune materie sono state scelte dai commissari esterni proprio poco prima dell’inizio prova. Che tecnicamente parlando si traduce in una specie di lotteria. pensata come un test multidisciplinare (la prova cambia da scuola a scuola) a risposta singola, multipla, oppure una soluzione di problemi, di casi pratici o professionali o, sviluppo di progetti. La tipologia più gettonata è quella mista: almeno 8 quesiti a risposta singola e 16 a risposta multipla in quattro discipline. Il tempo a disposizione oscilla da un’ora a un’ora e mezzo. Le classi per evitare il copia copia vengono smembrate, i banchi allontanati, i prof passano in continuazione. Le domande sono abbastanza semplici, diciamo secche. Prevedono risposte brevi (della serie o lo sai o non lo sai). Nella tipologia del genere se sei fortunato e ti becchi per ogni materia i due argomenti che conosci hai «svoltato». Se invece non riesci a rispondere a tutto perché non hai ancora finito il ripasso (devi rivederti tutte le materie sulle quali sarai interrogato all’orale) allora cadi in depressione e prendi a pugni il muro perché «proprio quello lo avevi sorvolato». Ma torniamo all’inutilità. «Per sapere se abbiamo studiato o meno non possono aspettare gli orali? Che senso ha farci fare uno scritto con quesiti su argomenti del programma che poi portiamo agli orali?» l’obiezione più frequente. Secondo Skuola.net in tanti comunque sono riusciti a copiare. Se il 69% dei 1.000 intervistati ha dichiarato di aver fatto tutto da solo, c'è una quota del 31% che ha ammesso lo scopiazzo. Soprattutto usando bigliettini che avevano preparato e messo in tasca. Il 15% ha avuto il compito da un compagno mentre il 7% ha consultato internet. I maturandi del 2014 potrebbero essere gli ultimi ad avere affrontato il famigerato «quizzone»così concepito. Dall’anno prossimo, la Riforma avviata nel 2010 si conclude. Ciò comporta che servirà un nuovo esame di Stato conclusivo. E al Ministero si sono già messi al lavoro per studiare gli aggiustamenti. L'Invalsi avrebbe dovuto proporre un’altra prova nazionale per abolire il quizzone deciso dagli insegnanti. Staremo a vedere. Il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha spiegato che «la terza prova scritta dell'esame di maturità è normale che generi preoccupazione nei ragazzi perché si tratta di una prestazione importante ma è anche l'ultimo tassello prima degli orali». Trattandosi di una prova che nel suo contenuto non è decisa a livello centrale, ha precisato il ministro «non mi resta che aspettare e vedere come è' andata». Comunque anche se la terza non è stata un granché ci si può sempre riscattare con gli orali e con la tesina multidisciplinare che dovrebbe consistere in un elaborato originale dello studente su un argomento da lui scelto . Molti insegnanti vorrebbero che la tesina venisse abolità perché nella maggioranza dei casi si risolve in un copia e incolla . Buona possibilità dunque che sparisca. Insomma adesso tutti chini sui libri per l’ultima grande fatica. E siccome più del 97% degli studenti, comunque vada, si diploma ogni anno (quel 2% scarso di bocciati è composto da privatisti) viene da chiedere a cosa è serve, più in generale questo benedetto esame di stato. Più che a selezionare studenti meritevoli forse a prepararli alle dure prove che li attendono fuori dalla scuola? Perché una cosa è certa: gli esami non finiscono mai.
Quizzone archiviato. E adesso tutti sui libri
Lunedì prossimo cominciano gli esami orali
