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La relazione del Ris inchioda Ignoto 1

La coltellata che trancia di netto entrambi gli indumenti non lascia dubbi. "Non è stato un fugace maneggiamento, il fluido è fortemente cellularizzato"

BERGAMO Nessun falso negativo, nessun profilo biologico incerto. Uguale, certezza. I carabinieri del Ris di Parma non hanno, infatti, alcun dubbio sulla corrispondenza tra il Dna di «Ignoto 1» e quello del muratore di 44 anni Massimo Giuseppe Bossetti. Nella relazione depositata in Procura, viene sottolineato come sugli slip e sui leggings ci sia una traccia ematica che ha consentito di estrapolare un «profilo genotipico maschile» classificato come quello di «Ignoto 1». Un elemento importante poiché «è stato isolato in un'area attigua a uno dei margini recisi dell'indumento. Non è illogico supporre che tale evidenza possa essere contestualizzata all'aggressione subita dalla ragazza». La coltellata che trancia di netto entrambi gli indumenti, e con cui probabilmente si ferisce il presunto assassino, porta a escludere che si tratti di «un fugace maneggiamento degli indumenti, apparendo di contro analiticamente confortata l'evidenza che a produrre le tracce sia stato un fluido abbondantemente cellularizzato e non compatibile con altre sostanze organiche notoriamente poco ricche di Dna (sudore, urina, lacrime, touch evidence)». Nel documento si sottolinea: «Appare irragionevole pensare di associare a un eventuale falso negativo su un test diagnostico un profilo genotipico straordinariamente di ottima qualità come è quello relativo al suddetto campione». In conclusione, per gli inquirenti è lui il colpevole. Una convinzione che era stata già messa nero su bianco dal giudice per le indagini preliminari di Bergamo, Vincenza Maccora, che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare per Bossetti, scrivendo: «La relazione si presenta esaustiva relativamente alla illustrazione delle modalità, che risultano allo stato corrette, con cui sono state estratte le tracce biologiche sugli indumenti della vittima e sulla individuazione dei tipo di traccia isolata e del corrispondente profilo genetico denominato Ignoto 1». E ancora: «I risultati ottenuti hanno consentito di confermare il rapporto di paternità naturale tra Giuseppe Benedetto Guerinoni e il soggetto convenzionalmente indicato come Ignoto 1, essendo l'indice di paternità almeno pari a 754 milioni, corrispondente ad una probabilità di paternità pari a 0,9999999987. Valore che, espresso in termini percentuali corrisponde al 99.99999987%». Un'altra conferma la Procura l'ha avuta con la successiva consulenza tecnica genetico-forense redatta dalla dottoressa Cristina Cattaneo e dal dottor Andrea Piccinini sulla base di campioni prelevati dal cadavere dello stesso Guerinoni, la cui salma è stata riesumata a seguito di specifica richiesta della difesa delle persone offese. «Essendo però Guerinoni Giuseppe Benedetto deceduto e non essendovi coincidenza tra Ignoto 1 e il Dna dei suoi figli legittimi, venivano svolte indagini capillari al fine di individuare la madre del soggetto Ignoto 1 sulla base dei dati circostanziali connessi alla persona di Guerinoni» si legge nella relazione. Gli inquirenti tra i tanti criteri utilizzati, hanno anche censito i soggetti emigrati nel tempo dalla zona della Val Seriana di cui era originario Giuseppe Benedetto Guerinoni a uno dei comuni dell’isola bergamasca (la zona tra l’Adda e il Brembo) in cui si collocano anche i comuni di Brembate Sopra e di Chignolo d’Isola, luoghi dove sono accaduti i fatti. Una volta ricevuta la relazione, la magistratura di Bergamo ha avuto la certezza della colpevolezza dell'indagato. Anche se Bossetti continua a professarsi innocente

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