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Il pm: "Dna sufficiente per condannare Bossetti"

"E' stato faticosissimo". Letizia Ruggieri, titolare dell'inchiesta dell'omicidio di Yara Gambirasio, spiega in conferenza stampa i particolari dell'indagine LEGGI ANCHE Il muratore si difende: «Quella sera ero a casa»

"E' stata un'indagine faticosissima, è stata un'indagine pazzesca". Il pm Letizia Ruggeri, titolare dell'inchiesta dell'omicidio di Yara Gambirasio durante la conferenza stampa tenuta in Procura a Bergamo non esclude il rito abbreviato. Fa il punto delle indagini che hanno portato all'arrestato di Massimo Giuseppe Bossetti, presunto omicida di Yara. La Ruggeri ha spiegato che l'indagine, oltre ad aver coinvolto in una fase iniziale circa 120mila utenze telefoniche, dopo il ritrovamento del cadavere della ragazzina e l'individuazione del dna cosiddetto "Ignoto 1" , ha portato a uno screening altissimo di dna dei residenti della zona finché si è arrivati all'individuazione del dna del nipote del Guerinoni. Da qui è stato effettuato uno screening su tutta la famiglia fino ad arrivare alla riesumazione del cadavere del presunto padre dell'arrestato e - ha continuato il pm - non c'è stato più dubbio che il Guerinoni era il padre dell'omicida, grazie alla corrispondenza del dna con quello di "ignoto 1". Il pm ha proseguito sottolineando che da qui sono state fatte indagini anagrafiche per verificare quali residenti nella Valle Seriana fossero emigrati all'isola dove presumibilmente risiedeva la donna con la quale il Guerinoni ha avuto il figlio. Proprio nella verifica dei dna è stato trovato quello della madre del Bossetti, Ester Zuffi. "Da qui - ha detto la pm - tutto è stato in discesa, una volta individuata la madre". Da qui sono partiti accertamenti volti a identificare il figlio e a quel punto gli è stato prelevato il dna che poi ha trovato una corrispondenza di 'Ignoto 1', cioè il presunto assassino. Da questo elemento il pm ha chiesto il fermo di Bossetti perché "il soggetto avrebbe potuto fuggire". Gli inquirenti lavorano sul movente che avrebbe spinto Bossetti a uccidere Yara Gambirasio, ma la prova del Dna "è molto significativa" e a dire del pm di Bergamo Letizia Ruggeri può bastare da sola per condannare il 44enne muratore. Il profilo del Dna è stato trovato in uno zona degli slip della vittima recisa di netto con un'arma tagliente in una zona sensibile; l'ipotesi preferenziale è che il soggetto colpendo Yara si sia tagliato, per cui è molto significativa. Nessuno si spinge a parlare di sangue, preferendo parlare di tracce biologiche, ma sottolineano come sia difficile replicare a questi indizi visto che, a dire dello stesso indagato, Bossetti e la vittima non si conoscevano.

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