Attualità

Dall’amico all’insospettabile

La black list dei baby-martiri

Se Massimo Giuseppe Bossetti è l’assassino di Yara Gambirasio, siamo solo in presenza dell’ennesimo, crudele criminale che scaglia la propria inaudita violenza su figli non suoi, che «punisce», secondo una riprovevole giustizia personale di cui dovrà rendere conto a chi applica la legge in terra e la giustizia in cielo, creature innocenti, bambini e bambine «colpevoli» solo di fidarsi del mondo, ragazzi che nulla sanno del male e che pensano, sperano, danno per certo, che c’è sempre chi li proteggerà. Ma purtroppo non è così. La mente corre subito a un lontano 1993, quando a Foligno Luigi Chiatti uccide con un coltello da cucina il piccolo Lorenzo Paolucci, di soli 13 anni. Poi si scopre che un anno prima aveva ammazzato, dopo averlo sessualmente molestato, Simone Allegretti, quattro anni. Ma ricordi altrettanto bui appartengono anche a tempi più recenti. A Erba, nel 2006, i coniugi Olindo e Rosa Romano uccidono con spranghe e coltelli il piccolo Youssef Marzouk, la mamma, la nonna e una vicina di casa. I giudici non hanno dubbi: gli assassini erano «mossi da odio». Lo stesso anno a Casalbarancolo, vicino Parma, viene sequestrato il piccolo Tommaso Onofri, diciotto mesi. Sarà trovato morto soffocato e interrato in un bosco. Saranno condannati Mario Alessi, la moglie Antonella Conserva e il complice Salvatore Raimondi. Avevano preso il piccolo per chiedere un riscatto. Qualche anno più tardi, ad Avetrana, in provincia di Taranto, la quindicenne Sarah Scazzi viene strangolata e gettata in un pozzo. Autori del delitto sono la cugina Sabrina Misseri e la zia Cosima Serrano. Il padre di Sabrina, Michele Misseri, e suo nipote, Cosimo Cosma, vengono condannati per soppressione di cadavere. A Tempio Pausania, in Gallura, viene fermato Angelo Frigeri. È accusato di aver ammazzato il piccolo Pietro Azzena, di 12 anni, e i suoi genitori. Sul volto del piccolo c’era un pezzo di stoffa, forse usato per coprirgli il volto. Anche la mafia non ha pietà per i bambini. Con l’intento di uccidere un pregiudicato in semilibertà, dei killer fanno fuoco su Cosimo Orlando e la compagna di 30 anni. Ma non lasciano vivo nemmeno il figlio. Aveva solo 4 anni. A Milano il 36enne Victor Hugo Menjivar Gomez fa delle avances a una donna dominicana, che lo rifiuta. Beve 20 birre e la ammazza. Poi si accorge che il figlio di lei, tre anni e mezzo, poteva rappresentare un pericolo, e uccide anche lui. A Cassano allo Jonio, in Calabria, per uccidere un sorvegliato speciale, viene massacrata la compagna e infine giustiziato il bambino di soli tre anni e mezzo. Poi gli assassini gli danno fuoco. È un contadino, invece, a trovare il corpo nudo di Lorena Cultraro, studentessa 14enne, uccisa in un casolare. Gli assassini, tre minorenni tutti condannati, gli danno fuoco per eliminare le tracce. A Città di Castello una bimba di due anni e sette mesi, Maria Geusa, muore dopo aver subito sevizie da Giorgio Giorni, datore di lavoro del padre. E aveva 16 anni Fabiana Luzzi, la ragazza di Corigliano Calabro uccisa il 24 maggio 2013. Autore del delitto il fidanzato, che toglie la vita alla ragazza accoltellandola e poi le dà fuoco. A Lecce si impicca in cella Vincenzo Coratella, un ragazzo di 27 anni. Forse per il rimorso di aver tolto la vita, insieme a un «branco» di quattro persone, a una bambina di otto anni, Graziella Mansi, bruciata dopo un tentativo di violenza sessuale. Resta senza colpevoli, per ora, un altro infanticidio, quello di Matilda, 22 mesi, uccisa in una villetta di Roasio (Vercelli). Ed è impossibile dimenticare il nome della piccola Denise Pipitone, scomparsa da Mazara del Vallo. In appello è imputata Jessica Pulizzi, assolta in primo grado. Rimane la speranza che sia ancora viva.

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