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Premiati i programmi tv «amici della famiglia»

Andrea Acalia.acali@iltempo.it È possibile fare una televisione «amica della famiglia»? Sì, secondo molti dei protagonisti che ieri alla Camera hanno ricevuto il premio del Movimento italiano...

È possibile fare una televisione «amica della famiglia»? Sì, secondo molti dei protagonisti che ieri alla Camera hanno ricevuto il premio del Movimento italiano genitori in occasione della presentazione di «Un anno di zapping», un’agile guida destinata alle famiglie per scegliere con maggior consapevolezza i programmi da seguire. La «Conchiglia» del Moige è andata per esempio a un maestro come Pupi Avati, regista di «Un matrimonio». «Quando sono andato a dire a Saccà che volevo raccontare la storia di un matrimonio che dura da 50 anni mi ha preso per matto: "È anacronistico" - ha raccontato il regista, che tra pochi giorni festeggerà le sue nozze d’oro - E invece abbiamo avuto segnali confortanti. Il paese è dissonante rispetto a quello che raccontano i media. E questo premio ci spinge a dare più responsabilità a un mezzo, la televisione, che incontra il mondo reale, cosa che il cinema non fa più da molti anni: vogliamo continuare a raccontare la parte buona dell’Italia». A cominciare da «La luce negli occhi», le cui riprese sono iniziate proprio lunedì sera e in cui il regista vuole affrontare «il tema degli immigrati giunti dall’inferno dell’altro mondo, che negli occhi, al contrario di tanti nostri ragazzi, hanno la speranza e sono quelli che vinceranno». Otto le fiction premiate, tra cui «Braccialetti Rossi», «Downton Abbey», «Non è mai troppo tardi»; sei i programmi di intrattenimento, tra cui il «Tale e quale show» con un Carlo Conti in grande spolvero. «Sono un giullare della tv - ha detto il conduttore - faccio con leggerezza quello che sognavo di fare da bambino. Qui ci sono tanti ragazzi: mi auguro che possano fare quello che hanno nel cuore. Quando sono arrivato a "L’eredità" ho cambiato look alle ragazze. Non perché sono un bacchettone ma per buon senso e buon gusto: bisogna pensare a chi sta dall’altra parte del televisore. E il Moige in questo è di grande stimolo». Premiati anche 9 spot e 4 programmi per ragazzi tra cui «Il sogno di Brent» dell’ex azzurro del volley Andrea Lucchetta. «La guida è il lavoro di un anno - ha spiegato Elisabetta Scala, responsabile dell’Osservatorio Media del Moige - che vuole essere un aiuto alle famiglie. Tra le note negative dobbiamo segnalare la crescita della violenza, con immagini iperrealistiche nelle fiction che vanno oltre la capacità dei ragazzi di contenerle sul piano emotivo. Penso alla violenza sulla donna, che pure va denunciata: quando si va oltre la notizia, con particolari morbosi, si rischia un effetto controproducente. Il programma "Domenica Live" ci è stato spesso segnalato, ad esempio, per le discussioni su sesso estremo nel primo pomeriggio, anche se qui c’è stato un ripensamento della rete, che ringraziamo».

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