A quest’ora la paura fa novanta. E i consigli di chi sa cosa sia meglio per affrontare al meglio l’esame entrano da un orecchio per uscire subito dall’altro. Comunque male non fa ascoltare una voce autorevole come quella di Mario Rusconi presidente dell’Associazione nazionale presidi di Roma. «Per la prima prova mi auguro che negli ultimi tre anni e soprattutto nell’ultimo anno ogni studente abbia sviluppato un’apertura verso tematiche non solo letterarie ma anche socio-culturali del nostro tempo – dice Rusconi - il consiglio che do sempre è una lettura costante delle grandi inchieste dei grandi giornali nazionali che in qualche modo ritornano direttamente o indirettamente nel tema della prima prova. I veri consigli che voglio dare sono di non scrivere mai di getto e poi dopo aver scelto la traccia è fondamentale fare una scaletta. Non dimenticare mai di lasciare un'ora di rilettura al fine di evitare errori di ortografia o sintassi e stare attenti ad avere una calligrafia comprensibile. Purtroppo in Italia non si usa il computer alle prove e i ragazzi sono disabituati a scrivere a mano». Ma la prova più temuta è sicuramente la terza, il «quizzone» che da quando ha fatto la sua entrata sta facendo tremare gli studenti. In pratica spazia sul programma dell'intero anno scolastico e non si può prevedere. La terza prova varia da scuola a scuola anzi da classe a classe. Durante l'anno si sono fatte diverse simulazioni della bestia nera. Ma lunedì sarà tutto terribilmente vero. «L'unico consiglio che si può dare ai ragazzi, che conoscono i professori interni, è di orientarsi in questo senso - dice Rusconi - perché una buona commissione deve leggere la relazione di presentazione della classe, la cosiddetta "relazione del 15 maggio", chiamata così perché va redatta entro quella data e presenta i programmi e il lavoro fatto. La terza prova non deve essere un trappolone anche perché è soprattutto all'orale che si vede la vera preparazione di un alunno». «Ricordo benissimo il giorno prima del mio esame di maturità - racconta infine Mario Rusconi - me ne sono andato al Palatino. Ho fatto una lunga passeggiata e poi ho letto un libro, sono stato all’aria aperta, era una mia abitudine, ma anche dei miei compagni, ogni volta che avevo un compito importante il pomeriggio prima non toccavo i libri, mi disintossicavo. La cosa peggiore è ripassare fino a tardi o andare a sballarsi in discoteca. Poi per chi sta a Roma c’è anche la Madonna del Divino amore, funziona per credenti e non credenti, alle brutte uno si mette nelle mani della Madonna e speriamo bene!».
«La vera preparazione dell’alunno esce fuori all’orale»
A quest’ora la paura fa novanta. E i consigli di chi sa cosa sia meglio per affrontare al meglio l’esame entrano da un orecchio per uscire subito dall’altro. Comunque male non fa ascoltare una voce...
