Ha la passione per i cani. Ha tre figli, due bambine e un bambino. Tutti sentimenti che farebbero di Massimo Giuseppe Bossetti, 44 anni, un uomo e padre «modello». Invece, secondo gli inquirenti, sarebbe solo una «maschera», poiché la persona «modello» avrebbe ucciso Chiara Gambirasi, la 13enne di Brambate di Sopra. Incensurato, muratore, con una sorella gemella, è stato fermato dai militari con l’accusa di aver tolto la vita a Yara trovata in un campo dopo anni di esami del dna da parte degli investigatori. Un lavoro certosino che non si è mai fermato e che ha portato i carabinieri a chiudere il cerchio intorno al presunto assassino della giovane sparita il 26 novembre del 2010 mentre tornava a casa dopo una lezione di ginnastica: il corpo della ragazzina era stato poi ritrovato il 27 febbraio, quasi tre mesi dopo, in un campo poco distante a Chignolo d’Isola. Soltanto la polizia scientifica ha compiuto oltre 2.800 esami del dna per poter arrivare a dare un nome e un cognome al preunto responsabile del delitto della ragazzina. Presunto anche perché Bossetti, interrogato ieri dagli inquirenti dopo il fermo, ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere, ma affermando comunque: «Sono sereno». Il suo avvocato, ha inoltre dichiarato che il suo cliente si sarebbe dichiarato estraneo alle accuse. Bossetti è il figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni, l’autista di Gorno morto nel 1999 all’età di 61 anni. Il suo profilo genetico, infatti, corrisponde con una compatibilità del 99,99999987% a quello isolato da una macchia di sangue che era stata ritrovata sul corpo di Yara. I carabinieri di Bergamo hanno anche sequestrato la vettura del presunto assassino, una Volvo station wagon silver. Un provvedimento arrrivato insieme alla decisione del gip di convalidare il fermo. Una scelta giunta poco prima che arrivasse in caserma anche la moglie di Bossetti. L’uomo, che prima ha negato ogni responsabilita e poi si è avvalso della facoltà di non rispondere, appena ha lasciato la caserma, direzione il carcere, è stato fatto oggetto di insulti e di grida di «assassino» da parte della gente davanti alla caserma. Applausi invece per le forze dell’ordine che hanno condotto le indagini. «Gli viene contestato l’omicidio di Yara Gambirasio - si è limitata a dire il suo difensore - non ho ancora letto gli atti. Aspettiamo le carte dalla procura. Bossetti è in stato di fermo e non di arresto e non è stato ancora fissato l’interrogatorio di convalida davanti al gip». Un particolare emerso dalle indagini è che la zia naturale dell’uomo ha lavorato 5 anni a casa Gambirasio come colf. Inoltre, la sorella Laura ha lo stesso nome della moglie di Guerinoni.
Per la morte di Yara in cella un muratore
Massimo Giuseppe Bossetti, 44 anni, fermato per la morte della 13enne. L’uomo ai carabinieri: «Sono sereno e innocente». Incastrato dal dna LEGGI ANCHE L'indagine calvario tra gaffe e false piste
