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Droga a Fiumicino, smentite e misteri

Smentite e misteri. Non si dissolve l’alone di giallo che avvolge fatti e persone coinvolte nel traffico di droga scoperto all’aeroporto di Fiumicino. Il 13 marzo scorso la Guardia di finanza di...

Smentite e misteri. Non si dissolve l’alone di giallo che avvolge fatti e persone coinvolte nel traffico di droga scoperto all’aeroporto di Fiumicino. Il 13 marzo scorso la Guardia di finanza di Napoli ha arrestato la Dama bianca Federica Gagliardi, trovata con 24 chili di cocaina nel trolley trasportato a mano, fermata sotto l’aereo di ritorno da Caracas, in Venezuela. Si è detto che la sua auto era parcheggiata nella caserma Iavarone. Ma oggi, da fonti investigative, si apprende che in realtà quella vettura non era in sosta nel presidio interforze bensì si sarebbe trovava in un’area diversa, libera dai controlli ai quali sono sottoposti mezzi e conducenti che intendono accedere ai presidi delle forze dell’ordine nella zona aeroportuale, quindi anche obiettivo sensibile. Ambienti giudiziari fanno poi sapere che alcune ricostruzioni sulle modalità di «passaggio» della Gagliardi non sarebbero corrette, a cominciare dal fratello della «Dama Bianca» che in passato non avrebbe ricoperto alcun ruolo nel corpo della guardia di finanza, e dunque le indiscrezioni su un suo coinvolgimento quale finanziere «infedele» non corrisponderebbero alla realtà. Il mistero resta tutto sulla vicenda tragica legata al giro di droga a Fiumicino, snodo di altre precedenti inchieste, in una delle quali è rimasto coinvolto insieme a tre colleghi un sottufficiale poi morto sucida. E nulla centra anche un’altra persona che sarebbe stata presente sotto un vettore della Blu Panorama, che ovviamente non è il figlio dell’imprenditore Carlo Toto, fondatore dell’Air One. In seguito il maresciallo suicida aveva deciso di parlare, di dire quello che sapeva ai magistrati. Pagine e pagine di verbale. Poi l’improvviso tragico gesto.

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