Infiammano le polemiche il giorno dopo che nell’ospedale Civile di Brescia è stata eseguita con un’azione che è stata vissuta come un blitz, l’infusione con il contestato metodo stamina a Federico, un bimbo di tre anni affetto dal morbo di Krabbe, dopo che il giudice ha deciso la ripresa della terapia. Il direttore generale del nosocomio Ezio Belleri ha fatto sapere che «la terapia è stata somministrata con successo». L’infusione è stata eseguita da Marino Andolina, vicepresidente di «Stamina Foundation». Da solo perché il primario anestesista veronese che avrebbe dovuto coadiuvare Andolina ha preferito rinunciare dopo aver parlato con il direttore Belleri. A Brescia il luminare era stato accompagnato dalla senatrice del Pdl Anna Cinzia Bonfrisco. Insomma il metroso Stamina è tornato a essere somministrato in un ospedale pubblico italiani nonostante la decisione dell’Agenzia del Farmaco che aveva definitivamente bloccato la sperimentazione. È bastato che un gidice di Pesaro con un’ordinanza contraddicesse questa decisione. A dispetto anche del fatto che il presidente e il vicepresidente di Stamina - Davide Vannoni e Marino Andolina, - siano indagati dalla Procura di Torino per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. E che potrebbero essere presto rinviati a giudizio. L’infusione di cellule staminali ancora conservate nel laboratorio del nosocomio bresciano è stata fatta con un’iniezione per via lombare. Andolina ha confermato: «Ho fatto tutto da solo. I miei colleghi soffrivano troppo. Sono stati sottoposti a pressioni inaudite. Secondo me, avrebbero voluto aiutarmi. Ma li ho visti in faccia, dovevo proteggerli. Me ne sono occupato io, senza coinvolgere nessuno. In sala con me c’erano l’infermiera e il padre. Il bambino non si è accorto di nulla. Non ha pianto. Tutto questo grande pasticcio, per una roba da 30 secondi». Michele De Luca direttore del Centro di Medicina Rigenerativa dell’Università di Modena ha commentato sconcertato : «Se il ministro della Salute non tutela la salute, qual è il suo ruolo?». «Dove sono le istituzioni? - si è domandato De Luca - Perché il ministero della Salute non si presenta coi Nas all'ospedale di Brescia per fermare questo scempio? Perché il ministero della Giustizia e il Csm non intervengono urgentemente sulla pantomima di sentenze contraddittorie emesse da giudici che non hanno e non possono avere alcuna competenza tecnica medico-scientifica per autorizzare infusioni di intrugli segreti potenzialmente pericolosi ancorché inefficaci?» Il deputato Raffaele Calabrò, capogruppo Ncd in Commissione Affari Sociali della Camera: «Sabato agli Spedali di Brescia è stato inferto un duro colpo al Servizio sanitario italiano che non può accettare la somministrazione di una terapia in assenza dei criteri di scientificità e sicurezza». Il deputato ha ribadito che non si può assolutamente restare inerti «dinanzi alla decisione di un giudice che autorizza l'infusione di cellule staminali mesenchiali, affidando l'esecuzione ad Andolina, vicepresidente di Stamina, già indagato proprio per l'utilizzo delle cellule staminali e noncurante del lavoro del Parlamento che ha istituito un'apposita commissione per verificare l'evidenza scientifica del metodo, di cui ad oggi non ne conosciamo la fondatezza». La vicepresidente dei senatori del Nuovo Centrodestra, Federica Chiavaroli h a confermato che «sui fatti di Brescia se ne deve occupare anche il ministro Orlando». Quelli di Stamina gongolano. Emblematico il twitt del presidente Davide Vannoni: «Quanto rode a questi poveracci iscritti a Telethon, famiglie Sma e fan della Cattaneo che Federico stia bene? Mentecatti».
Infusione di stamina, lo sdegno dei medici
Tutti contro il giudice che ha autorizzato l'intervento. Chiamato in causa il ministro Lorenzin
