L’aveva promesso e alla fine, Roberto Speziale (padre di Antonio, l’ultras del Catania condannato in via definitiva per omicidio preterintenzionale in seguito alla morte dell’ispettore Filippo Raciti) ha davvero sporto querela per diffamazione nei confronti del presidente della Camera, Laura Boldrini. Dopo la presa di posizione netta assunta dalla terza carica dello Stato in seguito alla maglietta esposta da Gennaro De Tommaso (aka Genni ‘a carogna) che inneggiava alla libertà per lo stesso Speziale infatti, l’uomo, fermamente convinto che la condanna del figlio per la morte di Raciti sia frutto di un gigantesco errore giudiziario, e richiamando l’articolo 21 della Costituzione sul diritto «di esternare la propria idea anche su un caso giudiziario», si dice indignato della presa di posizione della Boldrini: «Immensi e incontenibili sono stati, e lo sono tuttora - scrive Spaziale sulla querela presentata alla procura della Capitale - il mio sgomento e il mio stupore: sono oltre modo basito ed esterrefatto, profondamente e tristemente offeso dai commenti rilasciati dalla Boldrini, nella sua qualità di rappresentante della terza carica dello Stato. Detta donna, virtuosa portavoce delle Istituzioni, che io reputo una grandissima professionista competente, di elevata cultura e impareggiabile intelligenza, ha voluto esprimere la sua vicinanza alla Marisa Grasso, proprio colei che nei giorni scorsi, senza ritegno né remore alcuna, ha deciso di commentare gli accadimenti in discussione, rilasciando ai giornalisti la seguente gravissima dichiarazione nei confronti di mio figlio: "Questo Speziale, che io non nomino mai, è un assassino e uno spacciatore di droga. È un mercante di morte. Questo si pubblicizza"». Una presa di posizione durissima quella di Speziale, che si dice fiaccato dalla carcerazione del proprio figlio - ritenuto colpevole della morte dell’ispettore Raciti in tutti e tre i gradi di giudizio - e che si è sentito offeso dalla dichiarazioni della Boldrini che, commentando a caldo la maglietta indossata da Genny ‘a carogna disse «di quanto fosse deprecabile, violenta e volgare quella maglietta». Il padre dell’ultras ne fa una questione d’onore: è convinto dell’innocenza del figlio e della presa di posizione della Boldrini non riesce a farsene una ragione: «Nutro un sincero profondo riguardo per la memoria dell’Ispettore di Polizia Filippo Raciti - scrive ancora Speziale - rispettabile e valoroso servitore dello Stato, ma ritengo fermamente che l’espressione "Speziale Libero" non costituisce certo un’antinomia alla frase "Ispettore Filippo Raciti Eroe Nazionale”: per questa ragione additare mio figlio come un assassino, o piuttosto come un violento, non posso e non riesco accettarlo, specie se l’anzidetta tremenda considerazione viene avvalorata da chi, proprio per il ruolo che svolge, dovrebbe necessariamente evitare inutili polemiche, frutto di un’interpretazione della realtà assolutamente distorta e approssimativa» .
Ecco la denuncia del padre di Speziale alla Boldrini
Il papà dell'ultrà del Catania condannato per l'omicidio dell'ispettore Raciti accusa la terza carica dello Stato di diffamazione
